Nei giorni scorsi il gip di Patti ha archiviato il caso della morte della Dj Viviana Parisi e Gioele Mondello. Per il tribunale di Patti, dunque, la donna si è uccisa dopo avere ammazzato il figlio. Oggi pomeriggio, a più di un anno di distanza dalla tragedia dell’Agosto 2020, si svolgeranno i funerali. Alle 15 al Duomo di Messina, come voluto dalla famiglia.
Funerali, che però non metteranno la parola fine per la vicenda. Daniele Mondello, il marito di Viviana e padre di Gioele, chiede “verità e giustizia” e consulenti dei Mondello non credono alla ricostruzione emersa dalle oltre 500 pagine di indagini della procura di Patti, dicono che: “In realtà si tratta di un’abile messinscena organizzata da una combinazione criminale motivata e coinvolta tramite la traslazione dei cadaveri in zone sensibili proprio per inscenare il suicidio o la disgrazia ed allontanare da sé ogni responsabilità – Viviana e il piccolo sono precipitati (caduti o lanciati ancora non si sa) nel bosco di Caronia all’interno di un invaso con circa 50 cm d’acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna, un contenitore profondo 3-4-5 metri. I due sono precipitati contemporaneamente. Poi i due corpi, in tempi diversi” – sempre secondo i consulenti della famiglia – “sono stati estratti dal fondo del pozzo con le mani e con appositi strumenti da parte di qualche soggetto ignoto: Viviana tirata fuori la tarda sera del 3 agosto o la mattina del 4 e trasportata con apposito mezzo per la messinscena e il depistaggio e, nel trazionamento, le vengono strappati i capelli: Gioele, tirato fuori successivamente (anche la mattina del 4 agosto) e depositato nel tragitto fra la zona piazzola e la zona traliccio, senza escludere che sia stato conservato in un contenitore di plastica e posizionato successivamente sul luogo di rinvenimento, dove il corpicino è stato oggetto di scempio da parte della fauna selvatica. I corpi dei due sono stati tirati su e fuori per essere oggetto di macabra messinscena al fine di un meditato depistaggio per autosicurezza e presa distanza dall’evento mortale”.
L’ipotesi sulla fine di Viviana Parisi e Gioele Mondello, dei consulenti della famiglia, a cui non ha creduto il Gip del tribunale di Patti: “È una ricostruzione fortemente illogica se sol si considera che agendo in tal modo tali soggetti, anziché esporsi alle conseguenze civili e penali di un possibile addebito a titolo di omicidio colposo avrebbero corso il rischio di lasciare sui corpi di Viviana e Gioele impronte digitali, materiale biologico o, comunque, qualsiasi altro tipo di traccia o segno loro riconducibile, materiale cioè utile all’estrazione del profilo Dna e per le successive analisi comparative, in guisa da vedersi fondatamente mutare il titolo di reato ipotizzabile a loro carico da omicidio colposo a omicidio volontario pluriaggravato”
Ma Daniele Mondello, non si rassegna alla verità giudiziaria sulla morte di Viviana Parisi e Gioele Mondello: “All’inizio di questa vicenda il mostro ero io: oggi sappiamo che Viviana, esattamente come mi aveva detto, fosse uscita di casa solo per comprare un paio di scarpe a Gioele. Oggi qualcuno, a Caronia, festeggia ma verità e giustizia sono stelle che nessuna menzogna può oscurare. Sulle responsabilità dei vigili del fuoco, giorno 23 ottobre, ho presentato autonoma denuncia”. Vicenda quindi assai lontana dalla parola fine, nonostante l’archiviazione del Tribunale di Patti.
Redazione – Messina Post



