Un minorenne di nazionalità tunisina è stato arrestato a Mazara del Vallo con l’accusa di rapina aggravata, in concorso con altri due complici ancora ricercati, ai danni di due coetanei bengalesi. Il provvedimento è stato eseguito il 19 maggio scorso dagli agenti della sezione investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara, in ottemperanza a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Palermo.
L’episodio risale alla sera del 10 febbraio, sul Lungomare Giuseppe Hopps, dove i due minori bengalesi non accompagnati erano stati aggrediti da tre giovani, presumibilmente di origine magrebina. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i tre aggressori avevano adocchiato le vittime già da Corso Umberto, seguendole a distanza fino al lungomare. Una volta raggiunti, avevano tentato dapprima di rapinare uno dei due, che era però riuscito a divincolarsi e fuggire. Il secondo era stato invece colpito con pugni al volto e minacciato con un coltello, prima di essere derubato del cellulare.
Fondamentale per l’identificazione del rapinatore arrestato si è rivelato il contributo del titolare di un’attività di ristoro sul lungomare, connazionale delle vittime, che ha offerto loro rifugio e ha facilitato la comunicazione con la polizia traducendo il racconto dei fatti. Gli agenti, intervenuti immediatamente dopo la segnalazione alla Sala Operativa di Trapani, hanno avviato un’approfondita indagine basata soprattutto sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadini. Le riprese, ottenute da varie zone strategiche — tra cui via Crispi, corso Umberto, lungomare Mazzini e lo stesso lungomare Hopps — hanno documentato chiaramente il percorso degli aggressori e la dinamica dell’attacco.
Determinanti anche i riscontri fotografici. I due minori bengalesi, separatamente, hanno riconosciuto con sicurezza uno degli autori della rapina all’interno di un album fotografico predisposto dalla polizia scientifica. A seguito del riconoscimento, il giovane è stato denunciato alla Procura per i Minorenni di Palermo, che ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia in un istituto penitenziario minorile.
Le indagini proseguono per risalire all’identità e alla cattura degli altri due complici.



