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Reading: Progetto Archeologico Montevergine. Riparte la Ricerca partecipata
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Meridio Post > Blog > Cultura > Progetto Archeologico Montevergine. Riparte la Ricerca partecipata
Cultura

Progetto Archeologico Montevergine. Riparte la Ricerca partecipata

Redazione
Last updated: Maggio 12, 2022 8:44 am
Redazione - Redazione
Published Maggio 12, 2022
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Ricerca, formazione e divulgazione riparte il progetto Archeologico Montevergine. Ma, soprattutto, consentire a studenti e cittadini di “toccare con mano” l’archeologia in un’esperienza pubblica e partecipata. Il Progetto Archeologico di Montervergine – che vede per protagonisti gli studenti del corso di laurea in Beni culturali e in Archeologia del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania – ha ripreso le sue attività di ricerca e di archeologia partecipata proprio in questi giorni. Promosso dall’Ateneo catanese in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali e il Parco archeologico di Catania, e con il supporto logistico dell’amministrazione comunale e con la collaborazione del comitato popolare Antico Corso, il progetto, della durata di tre anni, prevede anche interventi di valorizzazione dell’area con specifiche azioni di archeologia partecipata dirette agli abitanti del quartiere e ai visitatori e turisti della città di Catania.

Nato nel 2019 da un’iniziativa dell’Università di Catania, divenuta poi operativa lo scorso anno grazie ad una convenzione con l’assessorato regionale ai Beni Culturali, il progetto è finalizzato ad approfondire la conoscenza delle fasi di occupazione della collina di Montevergine e favorire la rinascita socioculturale dei quartieri Antico Corso e San Nicolò l’Arena che rappresentano delle vere e proprie periferie del centro storico. “Le attività ruotano attorno ad una trincea di scavo aperta all’interno del giardino di via Biblioteca che, strategicamente collocato tra piazza Dante, punto di ritrovo della popolazione del quartiere, e gli edifici che ospitano i locali dell’università, rappresenta una sorta di ‘cerniera ideale’ tra due mondi che non si sono mai integrati veramente” spiega Simona Todaro, docente di Archeologia del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania.

In questa campagna di scavo gli allievi dei corsi di studio del Disum entreranno in azione insieme con gli abitanti del quartiere e saranno coadiuvati dagli studenti del Liceo Artistico “Emilio Greco” e del Liceo linguistico “Lombardo Radice” di Catania. A coordinarli la docente Simona Todaro (responsabile del progetto) insieme con Michela Ursino (funzionario archeologo della Soprintendenza ai Beni archeologici e Ambientali di Catania, diretta da Donatella Aprile) e Gioconda Lamagna (già direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle delle Aci, oggi diretto da Lorenzo Guzzardi). Le operazioni di apertura e messa in sicurezza del cantiere di scavo sono state compiute in tempi brevissimi dai tecnici della ditta Di Maria Costruzioni di Santa Venerina. La ditta, operante nel centro storico etneo, oltre a mettere a disposizione un miniscavatore e un operaio per la rimozione del terreno estratto a seguito dello scavo del dicembre scorso, ha provveduto con mezzi propri alla realizzazione di una recinzione in ferro, alta due metri per mettere in sicurezza l’area di scavo.

Redazione – Catania Post

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