Omicidio di Angelo Ventura a Vittoria: Fermato Francesco Lo Monaco, Pregiudicato 42enne. Sequestrato un Fucile da Caccia Modificato, si Indaga sul Movente. La Pista della Criminalità Organizzata
Vittoria (RG), 30 Gennaio 2025 – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Angelo Ventura, il 38enne ucciso nella notte tra il 29 e il 30 gennaio a Vittoria con un colpo di fucile. Francesco Lo Monaco, un pregiudicato di 42 anni, è stato fermato dagli agenti del Commissariato di Vittoria e della Squadra Mobile di Ragusa. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto a sorveglianza speciale, è il principale sospettato dell’agguato mortale. Un’operazione lampo, quella condotta dalla Polizia di Stato, che ha permesso di individuare e fermare il presunto omicida in poche ore. Fondamentale per le indagini il ritrovamento di un fucile calibro 12 con canne e calcio mozzati, la presunta arma del delitto, che conferma l’ipotesi di un’esecuzione in stile mafioso. Si stringe il cerchio attorno all’omicidio di Ventura, un delitto che ha sconvolto la città e che potrebbe essere legato a dinamiche criminali ancora tutte da chiarire.
Un’Esecuzione in Piena Regola: Un Colpo di Fucile da Caccia, la “Lupara”
La dinamica dell’omicidio, come emerso dalle prime ricostruzioni, appare quella di un’esecuzione premeditata. Angelo Ventura è stato raggiunto da un solo colpo, sparato da un fucile da caccia di grosso calibro, probabilmente una “lupara”, ovvero un fucile con canne e calcio mozzati, un’arma tipicamente utilizzata in contesti di criminalità organizzata. Un solo colpo, sparato da distanza ravvicinata, che non ha lasciato scampo alla vittima, deceduta poche ore dopo all’ospedale Guzzardo di Vittoria.
Il Fermo di Francesco Lo Monaco: un Pregiudicato Sottoposto a Sorveglianza Speciale
Le indagini, coordinate dalla Procura di Ragusa, si sono subito concentrate su Francesco Lo Monaco, un 42enne di Vittoria con precedenti penali e sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Un elemento, quest’ultimo, che aggrava la sua posizione e che delinea un quadro di pericolosità sociale. L’uomo è stato rintracciato e fermato dagli agenti, che hanno anche sequestrato il fucile calibro 12, modificato con canne e calcio mozzati, ritenuto l’arma utilizzata per l’omicidio. Un ritrovamento importante, che fornisce un riscontro oggettivo alle ipotesi investigative e che potrebbe rivelare ulteriori dettagli sull’agguato.
Il Passato di Ventura e l’Ombra della Stidda: Si Indaga su Possibili Collegamenti con la Criminalità Organizzata
Come già emerso nelle ore successive all’omicidio, il cognome di Angelo Ventura, omonimo di una famiglia storicamente legata alla Stidda vittoriese, e la modalità dell’esecuzione, hanno fin da subito fatto ipotizzare un possibile collegamento con la criminalità organizzata. Gli inquirenti stanno verificando l’effettiva esistenza di una parentela, anche lontana, tra la vittima e gli esponenti del gruppo stiddaro dei Ventura, considerato vicino al clan Carbonaro-Dominante. Un’eventuale conferma di questo legame potrebbe fornire una chiave di lettura importante per comprendere il movente dell’omicidio e per inquadrare il delitto in un contesto criminale più ampio.
Le Indagini Proseguono: Si Cerca di Ricostruire il Movente e gli Ultimi Contatti della Vittima
Le indagini proseguono serrate per ricostruire con precisione le ultime ore di vita di Angelo Ventura, i suoi contatti e le sue frequentazioni. Si cerca di capire chi lo abbia accompagnato in ospedale e dove sia avvenuto l’agguato. Gli inquirenti stanno analizzando i tabulati telefonici, le immagini delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze per individuare il movente dell’omicidio. L’ipotesi di un regolamento di conti nell’ambito della criminalità organizzata rimane la pista privilegiata, ma non si escludono altre possibili motivazioni. L’omicidio di Angelo Ventura ha scosso profondamente la città di Vittoria, riaccendendo i riflettori sulla presenza della criminalità organizzata nel territorio e sulla necessità di un contrasto fermo e costante da parte delle forze dell’ordine. La speranza è che le indagini possano fare piena luce su questo efferato delitto, assicurando alla giustizia i responsabili e restituendo un po’ di serenità alla comunità vittoriese.



