LENTINI – C’è un nome e un volto dietro l’omicidio di Giuseppe Pollara, il pastore di 49 anni trovato morto l’8 maggio scorso lungo la Strada Provinciale 16, tra Lentini e Scordia. Nella notte appena trascorsa, gli agenti del Commissariato di Polizia di Lentini e della Squadra Mobile di Siracusa hanno eseguito un decreto di fermo per omicidio nei confronti di Salvatore Tinnirello, ex poliziotto in pensione, oggi trasferito nella casa circondariale di Siracusa.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura aretusea, alla base dell’omicidio vi sarebbero screzi personali legati alla gestione dei terreni, in particolare per frequenti sconfinamenti del gregge di Pollara all’interno delle proprietà agricole riconducibili a Tinnirello. Un conflitto nato nel tempo e degenerato tragicamente fino alla mattina di giovedì scorso, quando il corpo del pastore è stato ritrovato senza vita, con ferite d’arma da fuoco all’addome, a ridosso di una carreggiata di campagna.
Determinanti per l’identificazione del presunto autore del delitto sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona. Analizzando i filmati, gli inquirenti sono riusciti a individuare l’automobile utilizzata per allontanarsi dal luogo dell’omicidio, un mezzo che risultava essere in esclusivo uso a Tinnirello. Parallelamente, è stato ascoltato un ampio numero di testimoni, in particolare residenti e agricoltori della zona, che hanno fornito elementi utili a ricostruire il rapporto, segnato da tensioni ricorrenti, tra il pastore e l’ex poliziotto.
I magistrati ipotizzano che la mattina dell’8 maggio Tinnirello, esasperato da una situazione di lunga data, abbia raggiunto Pollara armato di pistola e lo abbia affrontato nei pressi dei terreni contesi. La discussione sarebbe presto degenerata fino all’esplosione dei colpi letali. Secondo quanto riferito dagli investigatori, non ci sarebbero dubbi sulla premeditazione dell’atto, ma sarà la Procura a valutare, nei prossimi giorni, l’eventuale aggravamento delle accuse.
L’arresto di Tinnirello chiude, almeno sul piano operativo, una vicenda che ha scosso profondamente la comunità agricola del territorio. L’omicidio di un pastore, per ragioni legate alla gestione dei confini rurali, riporta l’attenzione su dinamiche di tensione presenti in diverse aree interne della provincia, dove la convivenza tra piccoli allevatori e proprietari terrieri non sempre è priva di attriti.
Al momento, Tinnirello si trova detenuto nel carcere di Siracusa, in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Gli inquirenti continuano a lavorare per definire con esattezza la dinamica dell’agguato e per verificare se vi siano stati eventuali complici o fiancheggiatori. Il movente, considerato solido dagli investigatori, si fonda su una lite territoriale esplosa in maniera brutale, fino a sfociare in un omicidio che ha cancellato la vita di un uomo e rotto per sempre l’equilibrio di una comunità rurale già segnata da tensioni latenti.



