Meridio PostMeridio PostMeridio Post
Notification Show More
Font ResizerAa
  • Home
  • Edizioni Locali
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Trapani
    • Salento
  • Fatti
  • Esteri
  • La Politica
  • Cultura
    • Eventi
    • Finestra sulla Storia
    • Miti e Legende
    • Riflessioni per l’oggi e il domani…
    • Teatro
    • Tradizioni
  • Economia
  • Ambiente
  • Lifestyle
    • Animali
    • Benessere
    • Cinema e Tv
    • Food
    • Opinioni
    • Formazione
    • Stile e Trend
    • Universi Digitali
  • Luoghi
  • Meteo
  • Sport
    • Calcio
Reading: Mercenario messinese Giuseppe Russo condannato per guerra in Ucraina
Share
Font ResizerAa
Meridio PostMeridio Post
Search
  • Home
  • Edizioni Locali
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Trapani
    • Salento
  • Fatti
  • Esteri
  • La Politica
  • Cultura
    • Eventi
    • Finestra sulla Storia
    • Miti e Legende
    • Riflessioni per l’oggi e il domani…
    • Teatro
    • Tradizioni
  • Economia
  • Ambiente
  • Lifestyle
    • Animali
    • Benessere
    • Cinema e Tv
    • Food
    • Opinioni
    • Formazione
    • Stile e Trend
    • Universi Digitali
  • Luoghi
  • Meteo
  • Sport
    • Calcio
Follow US
Meridio Post > Blog > Fatti > Mercenario messinese Giuseppe Russo condannato per guerra in Ucraina
Fatti

Mercenario messinese Giuseppe Russo condannato per guerra in Ucraina

Redazione
Last updated: Novembre 13, 2024 10:01 am
Redazione - Redazione
Published Novembre 13, 2024
Share
SHARE
Primevideo

Giuseppe Russo, un 31enne originario di Messina, è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per aver combattuto come mercenario nelle milizie filo-russe in Ucraina. La condanna è stata emessa dalla sezione penale del Tribunale di Messina, presieduta dal giudice Francesco Torre. Nonostante la sentenza, Russo, conosciuto con il nome di battaglia “Ivan”, risulta ancora ricercato dalle autorità, dopo l’emanazione di un’ordinanza di custodia cautelare nel maggio 2021.

L’inchiesta che ha portato alla sua condanna è stata condotta dai carabinieri del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) ed è stata denominata operazione “Ivan”. Russo, dopo aver lasciato la sua città natale, si era recato in Ucraina per unirsi alle milizie separatiste filorusse, che combattevano contro l’esercito ucraino nell’area del Donbass, un conflitto iniziato nel 2014. La sua attività di combattente, in cambio di un compenso economico, gli è costata un’accusa di violazione dell’articolo 3 della legge n. 210/1995, che ha ratificato la Convenzione internazionale di New York contro i mercenari.

La sua condotta è stata aggravata dalla “transnazionalità”, in quanto l’attività di reclutamento e combattimento ha coinvolto più stati, con una struttura organizzata che operava tra Italia e Ucraina. Le indagini si sono avvalse anche della collaborazione internazionale e dell’analisi dei flussi finanziari e dei dati provenienti da Facebook, che hanno confermato il coinvolgimento di Russo nel conflitto e i suoi legami con altri mercenari.

Nel corso delle indagini, è emersa l’esistenza di una rete organizzata che reclutava combattenti per le milizie filo-russe nel Donbass. La rete coinvolgeva persone provenienti da diverse regioni italiane, che venivano inviate a combattere a fianco dei separatisti contro l’esercito regolare ucraino. Russo aveva avuto contatti con altri mercenari, tra cui Andrea Palmieri, un livornese noto come “il generalissimo”, già ricercato a livello europeo per reati legati al terrorismo e al reclutamento di mercenari.

L’attività di reclutamento e finanziamento di mercenari per le forze separatiste filorusse è stata oggetto di numerose indagini internazionali. Il caso di Giuseppe Russo ha messo in luce non solo le operazioni clandestine, ma anche i pericoli e le implicazioni di queste reti, che stanno alimentando il conflitto nel Donbass e minando la sicurezza internazionale. Russo, dopo essere stato arrestato, dovrà rispondere delle sue azioni, con la possibilità di essere estradato qualora venisse rintracciato.

Share This Article
Facebook Email Print
Leave a Comment

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

- Link Consigliato -
Ad imageAd image
about us

Meridio Post è un supplemento del quotidiano telematico Palermo Post iscritto al N5 del registro stampa del Tribunale di Palermo. Contribuisce all’audience di Media Post Network E-mail: info@meridiopost.it

Editore: Mediartika P.Iva 07278520825

Chi Siamo

Meridio Post in procinto di Registrazione presso il Tribunale di Palermo. Editore: Mediartika P.Iva 07278520825 Redazione:Via Ugo La Malfa, 62, Palermo, Sicilia mail: info@meridiopost.it

Network

  • Palermo Post
  • Trapani Post
  • Salento Post
  • Catania Post
  • Messina Post
  • Agrigento Post

Network

  • Ragusa Post
  • Caltanissetta Post
  • Enna Post
  • Paese delle Streghe
  • Teatro in Polvere
  • NewtonLab24

Network

  • Sport in Sicilia
  • Be in Sicily
  • Bomba Sicilia
  • Misto Lana
  • Cinema senza Barriere

Info

  • Privacy Policy
  • La Redazione
  • Termini e Condizioni
  • Segnalazioni
  • Pubblicità
  • Codice Etico
logo
Welcome Back!

Sign in to your account

Username or Email Address
Password

Lost your password?