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Reading: Maxi confisca di beni a due truffatori camminanti
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gruppo nomade
Meridio Post > Blog > Fatti > Maxi confisca di beni a due truffatori camminanti
Fatti

Maxi confisca di beni a due truffatori camminanti

Redazione
Last updated: Maggio 2, 2022 9:20 am
Redazione - Redazione
Published Maggio 2, 2022
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I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito un provvedimento di confisca emesso dalla locale Corte di Appello, avente ad oggetto un patrimonio immobiliare e mobiliare per un valore stimato di oltre un milione e settecentomila euro, riconducibile a due soggetti siciliani appartenenti al gruppo nomade dei Camminanti, attivi nel settore delle estorsioni e delle truffe nei confronti di anziani.

In particolare, un uomo di 41 anni originario di Palermo ed una giovane donna di 29 anni di origini siracusane – appartenessero ad un particolare gruppo nomade, diffuso soprattutto in Sicilia e noto come “camminanti” (caminanti in siciliano), la cui comunità più cospicua risulta radicata a Noto (SR). Proprio da Noto partivano diretti in tutta Italia, per poi scegliere, con cura, le loro vittime, l’ultima delle quali a Messina.

In buona sostanza, poveri malcapitati venivano accusati di aver provocato un incidente stradale, causa non solo di danni fisici ma anche materiali, in particolare la rottura del vetro di un orologio di pregio. Da tale asserita circostanza partiva poi il solito teatro: la minaccia di chiamare i vigili urbani per denunciare una presunta omissione di soccorso, con conseguente ipotizzato ritiro della patente della vittima del raggiro, e la prospettata soluzione bonaria di consegnare, nell’immediatezza, una somma di denaro in contanti, corrispondente al prezzo del presunto orologio danneggiato.

Non solo minacce di danni ingiusti, quali l’intervento della forza pubblica ed il ritiro della patente, ma anche finte telefonate a compagnie assicuratrici, cui rispondevano ovviamente complici della coppia i quali, fingendosi agenti d’assicurazione, suggerivano al povero anziano di assecondare la richiesta formulatagli dal duo criminale, pena il dover corrispondere cifre ancora più esorbitanti per il valore, fintamente assicurato, dell’orologio di pregio danneggiato.

Un sistema ben architettato che, tuttavia, come spesso accade, non sfuggiva alle indagini disposte dalla locale Procura della Repubblica che, atteso il significativo quadro indiziario raccolto, disponeva anche mirate indagini economico-patrimoniali nei confronti dei due soggetti e dei rispettivi nuclei familiari.

Emergeva, quindi, come i due camminanti, non solo risultassero titolari di numerosi terreni e fabbricati ubicati nei comuni di Melilli (SR) e Noto (SR), nonché di diverse autovetture e di ingenti risorse finanziarie sui conti correnti postali loro intestati, ma come tali disponibilità risultassero totalmente incoerenti con i redditi legittimamente dichiarati al fisco: un gap non altrimenti spiegabile se non come risultante delle plurime truffe ed estorsioni compiute. Seguiva un lungo ed articolato iter giudiziario che portava, dapprima, al sequestro dei medesimi beni, per poi, da ultimo, all’odierno dispositivo definitivo di confisca dei beni già oggetto di sequestro nei precedenti gradi di giudizio.

Redazione – Messina Post

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