Il sogno di una vacanza nelle isole minori siciliane si scontra, in questi primi giorni di luglio, con la dura realtà di ritardi, disagi e attese snervanti sulle banchine dei porti. Non è colpa del meteo o di un’avaria, ma di una vertenza sindacale che sta mettendo a dura prova i collegamenti della Caronte & Tourist. Le assemblee del personale, indette dai sindacati, stanno causando ritardi a catena, ma, come spiega la Uiltrasporti, sono solo la punta di un iceberg fatto di promesse non mantenute ai lavoratori e di un rimpallo di responsabilità tra azienda, Regione e Ministero.
“Ci dispiace per i disagi vissuti dai passeggeri”, afferma Katia Di Cristina, segretaria generale della Uiltrasporti Sicilia, “ma il disagio nasce dalle scelte unilaterali dell’azienda”. Il cuore del problema è la sospensione, da parte della compagnia, di un accordo siglato lo scorso ottobre. Un patto che, sottolinea il sindacato, riguardava soprattutto la stabilizzazione di lavoratori precari che attendevano un contratto da anni.
“Il personale è stanco di promesse non mantenute e di un dialogo che si riapre e si richiude senza risultati”, continua Di Cristina. L’altissima adesione alle assemblee di questi giorni dimostra quanto sia profondo il malessere tra gli equipaggi. “Se non ci sono certezze per i lavoratori, non può esserci normalità a bordo”, è il messaggio forte e chiaro lanciato dal sindacato.
A complicare il quadro c’è anche un ingorgo burocratico ai piani alti. La vertenza è partita dalla denuncia dell’azienda sui costi, ritenuti insostenibili, della convenzione con lo Stato. Il Ministero dei Trasporti a Roma aveva trovato una soluzione, impegnandosi a modificare la convenzione per venire incontro alla compagnia. Tuttavia, secondo quanto denuncia la Uiltrasporti, la Regione Siciliana non avrebbe ancora trasmesso al Ministero la documentazione necessaria per rendere operativo quell’accordo.
“Dopo aver assistito all’annuncio dell’intesa e alle aperture istituzionali, ci aspettavamo una rapida attuazione. Invece, siamo ancora fermi perché mancano gli atti formali”, spiega la sindacalista. Ci si trova così in un triplice stallo: i lavoratori protestano per un accordo tradito, l’azienda lamenta i costi e la soluzione politica è bloccata dalla burocrazia. In mezzo, i passeggeri e l’intera economia turistica delle isole minori, che in piena stagione estiva si scoprono più isolate. La Uiltrasporti si dice pronta a riprendere il dialogo, ma avverte: “Bisogna che ognuno faccia la propria parte, e subito”.



