Presentati i risultati del monitoraggio 2025 di Legambiente. Su 25 campioni prelevati lungo le coste dell’isola, quasi la metà (44%) è risultata oltre i limiti di legge. Nove punti sono “fortemente inquinati”. Criticità massime a Palermo e Trapani, ma anche a Catania. Bene Caltanissetta, Messina e Siracusa.
PALERMO – Un mare a due facce, splendido e invitante in molti tratti, ma gravemente malato e inquinato in altri, soprattutto in corrispondenza di foci di fiumi e scarichi non depurati. È questa l’impietosa fotografia scattata da Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, che ha presentato oggi i risultati del suo monitoraggio condotto lungo le coste della Sicilia tra la fine di giugno e l’inizio di questo mese. Il bilancio è preoccupante: su 25 campionamenti effettuati, ben 11 sono risultati fuori dai limiti di legge, con concentrazioni di batteri di origine fecale superiori a quelle consentite. Di questi, nove punti sono stati giudicati “fortemente inquinati”, a testimonianza di un problema cronico e irrisolto: una depurazione delle acque reflue ancora scarsa o del tutto inefficiente.
È fondamentale precisare, come sottolinea la stessa Legambiente, che l’indagine non intende sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità e a denunciare i “nemici del mare”, concentrandosi proprio su aree a rischio come foci, canali e scarichi sospetti, veri e propri sorvegliati speciali.
Analizzando la mappa del mare siciliano provincia per provincia, emergono situazioni molto diverse. A Palermo, il quadro è disastroso per quanto riguarda le foci: tutte e tre quelle analizzate sono risultate “fortemente inquinate” (il fiume Eleuterio a Bagheria, uno scarico in città e il fiume Nocella tra Terrasini e Trappeto). Situazione critica anche a Trapani, con tre punti su quattro “fortemente inquinati”, tra cui il lungomare Dante Alighieri nel capoluogo e la zona vicino al depuratore di Marinella di Selinunte. Anche a Catania la situazione non è rosea, con due punti “fortemente inquinati”: la foce alla Playa e un’area del lungomare Galatea ad Aci Trezza.
Nella provincia di Agrigento, due foci su tre sono inquinate, con un giudizio “fortemente inquinato” per il torrente Cansalamone a Sciacca. A Ragusa, l’unico prelievo alla foce del fiume Irminio a Scicli è risultato “inquinato”.
Fortunatamente, non mancano le buone notizie. Promosse a pieni voti Caltanissetta (entrambi i punti entro i limiti), Messina (tre prelievi con acque pulite) e Siracusa (acque pulite a Capo Santa Croce). Anche lungo la costa palermitana, i cinque punti campionati a mare, da Barcarello a Cefalù, sono risultati entro i limiti, sebbene talvolta con valori vicini alla soglia di allarme.
Il report di Goletta Verde, ancora una volta, suona come un campanello d’allarme per le amministrazioni locali e regionale, richiamando all’urgenza di completare la rete fognaria e di dotare il territorio di sistemi di depurazione moderni ed efficienti, unica vera soluzione per salvaguardare la salute dei cittadini e l’inestimabile patrimonio del mare siciliano.



