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Reading: Catania, Maxi Truffa alla Banca: 15 Indagati, Sequestrati Beni per 1,4 Milioni
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Meridio Post > Blog > Fatti > Catania, Maxi Truffa alla Banca: 15 Indagati, Sequestrati Beni per 1,4 Milioni
Fatti

Catania, Maxi Truffa alla Banca: 15 Indagati, Sequestrati Beni per 1,4 Milioni

Redazione
Last updated: Marzo 12, 2025 8:48 am
Redazione - Redazione
Published Marzo 12, 2025
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Maxi truffa ai danni di una banca a Catania: 15 indagati per associazione per delinquere, truffa e autoriciclaggio. Sequestrati beni per 1,4 milioni di euro. Coinvolti direttore e dipendente di filiale.

Contents
L’Indagine: Finanziamenti “Facili” con Documenti FalsiIl Ruolo Chiave del Direttore: Finanziamenti Sotto i 30.000 Euro

Un articolato sistema fraudolento, che ha portato a un sequestro di beni per 1,4 milioni di euro, è stato smantellato dalla Guardia di Finanza di Catania. Quindici persone sono indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere, truffa e autoriciclaggio, con l’aggravante, per il direttore e un dipendente di una filiale bancaria, di aver commesso il fatto nell’esercizio dell’attività bancaria. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, ha portato alla luce un complesso meccanismo che ha permesso di ottenere finanziamenti illeciti ai danni di una nota banca operante su scala nazionale.

L’Indagine: Finanziamenti “Facili” con Documenti Falsi

Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Acireale, sono partite da una specifica delega della Procura, con l’obiettivo di approfondire le criticità relative alla concessione di circa 170 finanziamenti “al consumo”. Questi finanziamenti, erogati da una singola filiale in soli nove mesi ed esclusivamente a favore di clienti di nuova acquisizione, hanno insospettito gli inquirenti.

L’inchiesta ha permesso di svelare un disegno fraudolento ben congegnato, con una chiara definizione di ruoli e compiti tra i 15 indagati. Tre soggetti, spacciandosi per mediatori finanziari, avevano il compito di procacciare nuovi clienti per la filiale di Acitrezza, individuandoli tra persone in gravi difficoltà economiche. Promettevano loro finanziamenti facili, senza la necessità di fornire garanzie. Dieci fittizi datori di lavoro, invece, si occupavano di produrre la documentazione falsa necessaria per ottenere i finanziamenti: buste paga e modelli di certificazione unica (CU) contraffatti, a cui si aggiungevano bonifici con causali mendaci (“emolumenti”) a favore dei nuovi correntisti, che in realtà non avevano mai lavorato per quelle imprese. Infine, due soggetti chiave all’interno della filiale: un dipendente, che predisponeva la documentazione, e il direttore, che approvava i finanziamenti.

Il Ruolo Chiave del Direttore: Finanziamenti Sotto i 30.000 Euro

Il direttore della filiale aveva un ruolo fondamentale nel meccanismo di frode. Era lui, infatti, ad autorizzare i finanziamenti. Per le richieste di importo fino a 30.000 euro, il suo consenso era sufficiente, senza la necessità di un’ulteriore autorizzazione da parte della Direzione Centrale. Una procedura che ha facilitato l’approvazione e l’erogazione dei finanziamenti illeciti, che, non a caso, erano tutti mantenuti al di sotto di questa soglia.

Una volta ottenuto il finanziamento, i nuovi correntisti venivano informati della necessità di versare cospicue “spese extra per l’interessamento”. Una parte delle somme erogate veniva quindi sottratta dal conto corrente appena aperto, tramite prelievi in contante, bonifici e assegni circolari, e poi spartita tra i membri dell’organizzazione criminale.

Le condotte illecite hanno causato gravi danni all’istituto di credito, violando i principi di trasparenza nelle operazioni finanziarie e minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni finanziarie.

Tre degli indagati, inoltre, sono accusati di autoriciclaggio, per aver investito il denaro proveniente dalle truffe.

Sulla base delle prove raccolte dai finanzieri di Acireale, il GIP presso il Tribunale di Catania, su proposta della Procura, ha disposto il sequestro diretto fino al raggiungimento della somma di 1.421.000 euro, pari all’importo dell’illecito profitto dei reati contestati, limitatamente a quanto conseguito da ciascun indagato. In caso di impossibilità di procedere al sequestro diretto, è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente di beni, disponibilità finanziarie e altre utilità nella disponibilità degli indagati. L’operazione testimonia l’impegno della Guardia di Finanza e della Procura di Catania nella tutela dell’integrità del sistema finanziario e nella salvaguardia degli interessi della banca, dei cittadini e del mercato.

TAGGED:Acirealeassociazione per delinquereautoriciclaggiobancaCataniadirettore di filiale.documenti falsifinanziamentiGuardia di FinanzaSequestrotruffa
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