Un volo di tre metri nel vuoto, un impatto violento e una corsa disperata in sala operatoria. Si è consumata questa mattina, in un cantiere alle porte di Caltanissetta, l’ennesima, grave tragedia sul lavoro. Un giovane operaio di soli 25 anni sta lottando in un letto dell’ospedale Sant’Elia dopo essere precipitato da un’impalcatura. Sull’incidente si allunga un’ombra pesante: secondo le prime ricostruzioni, il giovane non indossava alcuna imbracatura di sicurezza.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 8 del mattino, in un cantiere nei pressi del ponte San Giuliano. Il 25enne era impegnato nelle operazioni di smontaggio di un ponteggio quando, per cause ancora da accertare, ha perso l’equilibrio ed è precipitato. L’allarme è stato immediato e i soccorsi tempestivi, ma le sue condizioni sono apparse subito molto gravi.
Trasportato d’urgenza all’ospedale Sant’Elia, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per le serie lesioni riportate nella caduta. Mentre i medici combattevano per la sua salute, sul luogo dell’incidente è iniziato il lavoro degli investigatori. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, affiancati dai funzionari dell’Ispettorato del Lavoro e dai tecnici dello Spresal, il servizio di prevenzione e sicurezza dell’Asp.
L’attenzione degli inquirenti è ora concentrata sulla verifica del rispetto di tutte le norme di sicurezza. Il dettaglio dell’imbracatura mancante, se confermato, trasformerebbe un tragico incidente in un evento che poteva e doveva essere evitato. L’indagine dovrà chiarire perché un lavoratore così giovane si trovasse a operare in quota senza le più elementari dotazioni di protezione individuale.
Questo episodio riaccende drammaticamente i riflettori sulla piaga degli infortuni sul lavoro. Non si tratta di fatalità, ma spesso del risultato di una mancata cultura della prevenzione, di controlli insufficienti o di una formazione inadeguata. Una battaglia per la sicurezza che, come dimostra la tragedia di Caltanissetta, si combatte ogni giorno nei cantieri e che, quando viene persa, presenta un conto altissimo pagato sulla pelle dei lavoratori.



