Una violenza cieca e selvaggia si è abbattuta nelle strade di Palermo, lasciando un uomo di 43 anni in coma e la comunità cingalese in città sotto shock. Nella tarda serata di venerdì 30 maggio, un commerciante di origini cingalesi, titolare di un’attività in via Dante, è stato vittima di un brutale pestaggio in via Imera. Colpito ripetutamente con una spranga da un gruppo di aggressori, l’uomo ora lotta tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione del Policlinico, dove è stato trasferito dopo un delicatissimo intervento chirurgico. La polizia ha avviato una massiccia caccia all’uomo, indagando per tentato omicidio.
L’allarme è scattato nella notte, quando il quarantatreenne è stato rinvenuto in condizioni disperate. I primi soccorsi, prestati con urgenza, hanno portato al suo immediato trasporto al pronto soccorso dell’ospedale Civico. Lì, i medici hanno compreso la gravità estrema delle ferite, in particolare alla testa, e lo hanno sottoposto a una complessa operazione nel tentativo di salvargli la vita. Successivamente, data la criticità del quadro clinico, è stato disposto il trasferimento al Policlinico, dove attualmente si trova in coma farmacologico, con prognosi strettamente riservata.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte con il massimo riserbo dalla Squadra Mobile, sono scattate immediatamente per far luce su un episodio di ferocia inaudita. Gli agenti hanno effettuato un accurato sopralluogo in via Imera, il luogo dell’agguato. Proprio lì, è stata rinvenuta l’arma utilizzata dal “branco” per infierire sulla vittima: una spranga di ferro. L’oggetto è stato sequestrato e affidato agli specialisti della polizia scientifica, che la stanno analizzando alla ricerca di impronte digitali o altre tracce biologiche che possano condurre all’identificazione degli aggressori.
Parallelamente, gli investigatori stanno setacciando ogni possibile fonte di informazione. Sono stati ascoltati i familiari dell’uomo, nel tentativo di ricostruire le sue ultime ore, capire se avesse avuto recenti discussioni o se potesse esserci un movente specifico dietro a tanta brutalità. Fondamentale, come sempre in questi casi, si preannuncia l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona dell’aggressione e lungo le possibili vie di fuga dei responsabili. Ogni fotogramma, ogni dettaglio, potrebbe rivelarsi cruciale per dare un volto e un nome ai componenti del gruppo.
Al momento, non si esclude alcuna pista, ma l’ipotesi di una rapina finita male sembra meno probabile rispetto a un pestaggio mirato, forse scaturito da futili motivi o da dinamiche ancora tutte da decifrare. Si attende con il fiato sospeso, sperando in un miracolo per il commerciante e confidando nel lavoro degli inquirenti per assicurare alla giustizia gli autori di questo barbaro attacco.



