Erano in dodici, tutti minorenni, e camminavano lungo la corsia di emergenza dell’autostrada A29, nel tratto tra Palermo e Mazara del Vallo. Una scena pericolosa e surreale che ha immediatamente attirato l’attenzione degli automobilisti e richiesto l’intervento urgente della polizia stradale.
I ragazzi, migranti sbarcati a Lampedusa e successivamente trasferiti in una struttura di accoglienza a Giardinello, piccolo comune del Palermitano, si erano allontanati dal centro senza autorizzazione. Le ragioni della loro fuga non sono ancora state chiarite, ma il loro gesto ha evidenziato ancora una volta le criticità del sistema di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.
Almeno quattro pattuglie della polizia stradale hanno preso parte all’operazione di recupero, affiancate dagli agenti del commissariato di Partinico. Una volta rintracciati, i giovani sono stati messi in sicurezza e affidati temporaneamente agli agenti, che hanno avviato le procedure per il loro rientro nella struttura da cui si erano allontanati. A prendere in carico nuovamente i minori è stato il responsabile del centro di accoglienza, allertato dalle forze dell’ordine.
L’episodio solleva domande importanti sulla tenuta dei servizi di accoglienza per migranti minorenni in Sicilia, una regione che continua a essere in prima linea nella gestione dei flussi migratori provenienti dal Nord Africa. La presenza di minori non accompagnati impone protocolli di protezione e assistenza rafforzati, spesso messi a dura prova dalla scarsità di risorse, dalla carenza di personale qualificato e dalle difficoltà logistiche.
Se da un lato l’efficace intervento delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze potenzialmente tragiche, dall’altro l’episodio evidenzia il disagio e l’inadeguatezza di un sistema che, per quanto sotto pressione, deve garantire sicurezza, tutela e prospettive di inclusione a soggetti particolarmente vulnerabili.



