Ci sono uomini che passano alla storia per le loro gesta eroiche, e altri che si ritagliano un posto d’onore nelle cronache cittadine per abitudini, diciamo, singolari. È il caso di un cittadino straniero a Vittoria, la cui recente fama è legata a due atti che hanno richiesto l’intervento delle autorità: un’audace interpretazione del consumo di fichi d’india e una conseguente, e fin troppo pubblica, emergenza idrica.
Il culmine della sua notorietà è stato raggiunto in piazza Daniele Manin, meglio nota ai locali come piazza Senia. Lì, di fronte ai passanti, l’uomo ha deciso che la necessità non conosce regole, utilizzando la storica piazza alla stregua di un bagno a cielo aperto per urinare. Sfortunatamente per lui, tra la folla c’erano anche gli agenti della polizia municipale.
Per i vigili, però, non si trattava di un volto nuovo. Lo stesso soggetto, infatti, era balzato alla loro attenzione solo qualche giorno prima per un’impresa quasi mitologica: era stato notato mentre mangiava dei fichi d’india senza sbucciarli. Un affronto alla tradizione siciliana, un atto di tale sprezzo del pericolo (e delle spine) che gli stessi agenti, preoccupati per la sua salute, lo avevano accompagnato in ospedale per un controllo.
Se l’audacia gastronomica aveva suscitato una reazione quasi protettiva, la sua successiva interpretazione dei servizi pubblici ha avuto conseguenze ben diverse. Gli agenti lo hanno sanzionato pesantemente. Per lui sono scattate le multe per atti osceni in luogo pubblico e un Daspo di 48 ore, un divieto di avvicinarsi alla zona che il Questore di Ragusa potrebbe anche rendere definitivo.
Mentre l’uomo ora avrà tempo per meditare sulle sue azioni, la vicenda lascia due grandi insegnamenti validi a ogni latitudine della Sicilia: i fichi d’india, prima di essere mangiati, vanno sbucciati con la massima cautela. E le piazze, per quanto accoglienti, non sono dotate di scarico.



