VITTORIA (RG) — Rapito giovedì sera, rilasciato il giorno dopo e accompagnato in commissariato da un amico che lo ha riconosciuto mentre camminava verso casa. Attorno al sequestro del diciassettenne di Vittoria resta un fitto alone di mistero, ma la Procura di Ragusa ha escluso l’ipotesi estorsiva: «Non c’è stata nessuna richiesta di soldi alla famiglia e il ragazzo è stato trattato bene», ha chiarito il procuratore Francesco Puleio, che ha convocato una conferenza stampa per contenere l’allarme sociale.
I punti fermi, per ora, sono pochi. Le immagini di videosorveglianza hanno ripreso una Fiat Panda utilizzata dal gruppo che avrebbe prelevato il minorenne mentre si trovava con tre amici, alcuni dei quali maggiorenni. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, ad agire sarebbe stato un commando di quattro persone. Il giovane, ascoltato dagli inquirenti dopo il rientro, ha fornito indicazioni sul luogo in cui sarebbe stato condotto. Il procuratore non ha però voluto precisare dove sia avvenuto l’abbandono né dove sia avvenuto l’incontro con l’amico che lo ha accompagnato in Questura, richiamando l’esigenza di non pregiudicare le indagini «ancora in corso».
Accanto a Puleio, in conferenza, erano presenti il sostituto Monica Monego, il questore Marco Ciambra, il capo della Squadra mobile Andrea Monaco e il dirigente del commissariato cittadino Giovanni Arcidiacono. Per il questore, l’intervento delle forze dell’ordine è stato «immediato»: la segnalazione è partita da uno degli amici del ragazzo, consentendo a Mobile e commissariato di acquisire elementi importanti e di attivare i controlli sul territorio. «Il ragazzo si è presentato ieri sera accompagnato da un amico che lo aveva trovato per strada, dove era stato abbandonato dai rapitori», ha ricordato Ciambra.
Sul movente resta un ventaglio di piste aperte: esclusa la richiesta di riscatto — in caso contrario sarebbe stata coinvolta la Direzione distrettuale antimafia —, gli inquirenti non escludono ipotesi che vanno da intimidazioni alla famiglia, imprenditori dell’ortofrutta, a possibili interferenze legate al mondo della droga. «La vicenda presenta ancora molti lati da chiarire», ha ribadito Puleio, spiegando che ulteriori dettagli potranno essere divulgati solo compatibilmente con le esigenze investigative.
Al momento, non risulta disposto alcun blocco dei beni della famiglia. Le verifiche proseguono su tracciati e spostamenti delle vetture riprese all’uscita della città, sull’incrocio delle testimonianze dei presenti e sui luoghi indicati dal giovane. La prudenza resta massima: alla richiesta insistente di particolari, la risposta degli inquirenti è stata più volte un «non possiamo rispondere», a tutela della tenuta delle attività in corso.
La comunità di Vittoria, scossa dall’episodio, attende ora risposte. L’obiettivo investigativo è ricomporre tempi, ruoli e motivazioni di un sequestro lampo che, pur senza violenze denunciate né finalità estorsive, ha alimentato inquietudine e domande a cui le prossime ore potrebbero dare — almeno in parte — una prima, necessaria, chiarezza.



