Un’aggressione brutale nata da un vecchio rancore stradale si trasforma in rapina, ma il piano criminale si sgretola in pochi minuti a causa di due elementi imprevedibili: il passaggio casuale di un carabiniere fuori servizio e una manciata di dosi di cocaina nascoste nell’auto d’appoggio. È la cronaca di un arresto doppio eseguito a Santa Venerina, dove un agguato premeditato è stato sventato da una catena di eventi fortuiti.
Tutto ha origine da una banale lite per motivi di viabilità, un episodio accaduto mesi fa ma mai dimenticato. L’aggressore, un 38enne del posto, ha deciso di vendicarsi. Ha atteso che la sua vittima, un uomo di 47 anni, si accingesse a parcheggiare nel proprio garage in via Mazzini e lo ha assalito, armato di una mazza da baseball, colpendolo al braccio.
Mentre il malcapitato riusciva a rifugiarsi all’interno della rimessa, il crimine ha subito un’escalation. L’aggressore, notando che l’auto della vittima era rimasta accesa, è salito a bordo e si è dato alla fuga, trasformando l’aggressione in una rapina. Le urla del 47enne, uscito dal garage, hanno però attirato l’attenzione della persona giusta al momento giusto: un carabiniere della stazione locale che stava rientrando a casa a fine turno.
Il militare, compresa la gravità della situazione, è intervenuto immediatamente. È stato lo stesso ferito a indicargli un’auto blu ferma poco distante, riconosciuta come in uso all’aggressore e guidata da un complice in attesa. Il carabiniere ha bloccato il conducente, un 29enne, e ha allertato la centrale operativa, che ha inviato una pattuglia di rinforzo dalla stazione di Riposto.
La perquisizione del veicolo e del complice ha svelato il secondo errore fatale dei due. All’interno dell’auto, i militari hanno trovato non solo i documenti del 38enne in fuga, ma anche 8 dosi di cocaina e 790 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. Con il complice bloccato e le prove che lo incastravano, per i Carabinieri è stato un gioco da ragazzi risalire al rapinatore. In poche ore, il 38enne è stato localizzato e arrestato, mentre l’auto rubata veniva recuperata a Zafferana Etnea.
Dopo la convalida del fermo, l’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari per l’autore materiale della rapina, confermando come un piano di vendetta sia precipitato in un cumulo di accuse, dalla rapina aggravata alla detenzione di stupefacenti, a causa di una coincidenza quasi cinematografica.



