GELA – Prosegue l’azione di contrasto alla criminalità da parte dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela, affiancati dai militari della Compagnia di Intervento Operativo del XII Reggimento “Sicilia”, impegnati in un’intensa attività di controllo del territorio disposta dal Prefetto di Caltanissetta, Chiara Armenia. L’operazione, finalizzata al rafforzamento della prevenzione, ha portato negli ultimi giorni a diversi arresti, perquisizioni e sequestri, confermando l’attenzione costante delle forze dell’ordine sul tessuto urbano gelese.
Durante uno dei controlli, un ragazzo di 17 anni è stato fermato e trovato in possesso di circa dieci grammi di marijuana suddivisi in dosi, nascosti in un marsupio. La perquisizione personale, estesa successivamente al mezzo a lui in uso, ha permesso di rinvenire anche un bilancino con tracce di sostanza stupefacente, un coltello a serramanico di 15 centimetri, altri sette grammi di marijuana e una dose di cocaina. La presenza di contanti in piccoli tagli ha rafforzato il sospetto di un’attività di spaccio. Il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta ha convalidato l’arresto, disponendo per il giovane una misura cautelare con prescrizioni.
In parallelo, la Stazione dei Carabinieri di Gela ha eseguito due ordini di carcerazione nei confronti di soggetti già noti alle forze dell’ordine. Un 51enne, condannato in via definitiva a 15 anni per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti in un’indagine che ha toccato anche Vittoria e Catania, è stato tradotto in carcere. Stessa sorte per un 42enne, anch’egli gelese, destinatario di una condanna a otto anni per il medesimo reato.
Nel corso degli stessi controlli, sono state denunciate tre persone: due giovani sorpresi a gettare un borsellino con 13 dosi di cocaina, e un uomo trovato in possesso di un coltello da lancio con lama di 19 centimetri.
Complessivamente, i servizi straordinari hanno coinvolto 75 mezzi e permesso l’identificazione di 90 persone. Un’attività capillare che si inserisce nel più ampio piano di prevenzione e repressione dei reati voluto dalla Prefettura, in una zona da tempo considerata sensibile sotto il profilo del traffico di stupefacenti.
Le indagini sono ancora in corso e, come previsto dalla legge, gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva.



