È la notte di Natale del 1914, in piena Prima guerra mondiale, nel fronte occidentale truppe tedesche e inglesi si fermano per una notte a far la guerra. Da una trincea e l’altra, nella zona di Ypres in Belgio, si sentono canti natalizi.
I soldati dell’uno e dell’altro schieramento escono dalle trincee e si raggiungono senza spararsi. Si scambiano doni come cibo, alcolici, tabacco e souvenir quali bottoni delle divise e berretti da conservare. Scrive un testimone di quella notte, Bruce Bairnsfather:
«Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo… Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po’ collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni [della divisa]… Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca. Poi gli diedi due dei miei bottoni in cambio…».
Fu un momento di pace che purtroppo si interruppe qualche giorno dopo. Ma nell’immaginario storico rimane un miracolo compiuto dal Natale.
Quanto sarebbe bello se tale miracolo bloccasse tutte le guerre! In modo permanente e continuativo. Del resto bisogna avere buona volontà, la volontà della pace. Ma la storia ci insegna purtroppo anche la tragedia del male!



