ALCAMO (TRAPANI) – Nuovo sviluppo nelle indagini sull’efferato omicidio di Antonino Arculeo, il 74enne di Partinico ucciso lo scorso 9 maggio con almeno 17 coltellate e successivamente dato alle fiamme nella zona delle Terme Gorga, nel territorio di Calatafimi Segesta. La Polizia di Stato ha arrestato un terzo uomo: si tratta di un 32enne residente ad Alcamo, ora recluso nella casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani.
Il nuovo arresto segue quelli già eseguiti nelle scorse settimane nei confronti di due uomini di Partinico, di 35 e 47 anni. I tre, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero agito in concorso, attirando la vittima in un’imboscata mortale. L’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato quello di sottrarre ad Arculeo una somma di denaro che l’uomo aveva con sé la sera dell’omicidio, presumibilmente contanti.
Un elemento che ha aggravato il quadro accusatorio è il tentativo, documentato nel corso dell’indagine, di somministrare alla vittima un integratore a base di melatonina per stordirlo e renderlo inoffensivo. Quando questo non avrebbe sortito l’effetto desiderato, sarebbe scattata l’aggressione brutale culminata con il massacro e il successivo tentativo di distruggere il cadavere mediante il fuoco.
Il corpo di Arculeo, semicarbonizzato, era stato rinvenuto in una zona isolata tra le campagne, dove i tre lo avrebbero condotto con un pretesto. La dinamica dell’aggressione, per la sua violenza e la modalità dell’occultamento, aveva suscitato immediatamente l’allarme delle autorità, che avevano avviato una serrata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Trapani.
Le indagini della Squadra Mobile proseguono, con l’obiettivo di definire ulteriormente il movente e verificare il coinvolgimento di eventuali altri soggetti. Gli inquirenti stanno inoltre analizzando il contesto relazionale e finanziario della vittima per chiarire se il delitto possa essere maturato nell’ambito di rapporti economici o debitori.
Il terzo arresto conferma la complessità e la premeditazione di un delitto che, per le sue caratteristiche, ha profondamente colpito l’opinione pubblica locale e non solo. L’omicidio di Arculeo, per modalità e brutalità, si inserisce tra i casi più crudi registrati negli ultimi anni nella provincia di Trapani.



