Un’imponente operazione di controllo lungo le coste siciliane ha inferto un duro colpo alla pesca di frodo del tonno rosso. Ben 160 esemplari, per un peso complessivo di 25 tonnellate, sono stati sequestrati dalla Guardia Costiera perché privi di qualsiasi certificazione di provenienza, un documento cruciale per la tracciabilità e la tutela della salute dei consumatori. L’intervento, che ha interessato un’ampia fascia di litorale da Cefalù a Gela, estendendosi anche alle isole minori come Ustica, le Pelagie, Pantelleria e le Egadi, ha portato a 239 ispezioni e all’elevazione di 60 sanzioni amministrative per un totale di 80 mila euro.
Il protagonista di questa vicenda, il tonno rosso (Thunnus thynnus), è un gigante dei mari, noto anche come tonno pinna blu. Proprio in questo periodo dell’anno, seguendo rotte ancestrali, migra attraverso le acque siciliane, diventando oggetto di un’attività di pesca strettamente regolamentata. La sua cattura è vincolata a “quote” precise, stabilite a livello europeo con il fondamentale contributo dell’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione dei Tunnidi dell’Atlantico), per garantirne la conservazione e uno sfruttamento sostenibile.
Le numerose irregolarità emerse durante i controlli, coordinati dal 12° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Palermo, dimostrano come il mercato illegale tenti costantemente di aggirare queste normative. Le ispezioni hanno setacciato i principali punti di sbarco del pescato, ma anche i mezzi di trasporto e persino gli ambulanti abusivi, anelli di una filiera sommersa che danneggia l’ambiente, l’economia legale e mette a rischio i cittadini.
Per contrastare più efficacemente le frodi e offrire maggiori garanzie ai consumatori, valorizzando al contempo il lavoro degli operatori onesti, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha introdotto quest’anno un’importante novità per la campagna di cattura del tonno rosso. Si tratta dell’apposizione di un “sigillo di garanzia”, con una numerazione univoca, su ogni esemplare legalmente pescato. Questo sistema mira a rendere immediatamente riconoscibile il prodotto regolare, tracciandone la storia dal mare alla tavola.
L’operazione della Guardia Costiera assume quindi un valore che va oltre il singolo sequestro. Rappresenta un segnale forte contro chi opera al di fuori delle regole, un impegno costante per la salvaguardia di una specie preziosa e per la trasparenza di un settore vitale per l’economia siciliana. La tutela del tonno rosso passa attraverso il rispetto delle norme, la vigilanza continua e l’adozione di strumenti innovativi che possano chiudere le porte all’illegalità, assicurando che il “re del Mediterraneo” possa continuare a solcare i nostri mari.



