TERRASINI – È ricoverato in prognosi riservata al trauma center dell’ospedale Villa Sofia di Palermo un motociclista di 31 anni, rimasto vittima di un violento incidente stradale avvenuto sulla Strada Statale 113, in un tratto compreso tra i comuni di Terrasini e Cinisi. Il giovane, a bordo della sua moto, si è scontrato frontalmente con un autobus di linea dell’Ast in circostanze ancora al vaglio dei carabinieri, intervenuti sul posto per effettuare i rilievi e avviare le indagini.
L’impatto è stato violento: il centauro ha riportato traumi multipli e condizioni cliniche gravi, tanto da richiedere il trasferimento d’urgenza al trauma center di Villa Sofia, dove si trova tuttora in stato critico. Nessuna conseguenza fisica, invece, per l’autista del pullman e i passeggeri a bordo, sebbene lo spavento sia stato forte.
L’incidente ha avuto luogo in un tratto della SS 113 noto da anni per la sua pericolosità, una strada statale che, pur attraversando zone densamente abitate e caratterizzate da forte traffico locale, mantiene una configurazione tipica da arteria extraurbana: carreggiata stretta, assenza di marciapiedi, segnaletica carente e, soprattutto, mancanza di dispositivi di controllo della velocità.
L’episodio riapre con forza il dibattito sulla sicurezza di questa parte del territorio. La competenza del tratto, essendo statale, ricade su Anas, che ne detiene la gestione. Una condizione che da tempo limita gli interventi delle amministrazioni comunali di Terrasini e Cinisi, più volte intervenute pubblicamente per sollecitare soluzioni strutturali a tutela della sicurezza degli utenti. Le criticità denunciate – assenza di autovelox, dissuasori, illuminazione e controlli – si scontrano con una gestione infrastrutturale centrale che, nel Sud Italia, spesso mostra ritardi e disattenzioni.
Non si tratta di un caso isolato. La SS 113, specie nei tratti interni o semi-urbani, ha fatto registrare negli anni numerosi incidenti gravi, alimentando un senso diffuso di abbandono e impotenza. I cittadini e le amministrazioni locali tornano così a chiedere interventi concreti e urgenti: la messa in sicurezza di una strada non può continuare a dipendere da competenze amministrative frammentate, mentre la vita delle persone è messa a rischio ogni giorno.
In attesa di chiarimenti sulla dinamica dell’incidente, l’auspicio è che questa nuova tragedia sfiorata serva almeno a rilanciare l’attenzione istituzionale su un nodo critico che non può più essere ignorato.



