L’occhio elettronico delle telecamere nascoste, unito alla paziente attesa degli appostamenti, ha messo fine all’attività di una fiorente piazza di spaccio nel cuore di Caltagirone. Un’indagine meticolosa della Guardia di Finanza ha portato all’arresto di due pusher, ora ai domiciliari, che gestivano un continuo viavai di clienti per la vendita di droga.
L’operazione delle Fiamme Gialle è il frutto di un lavoro certosino, basato su tecniche investigative moderne. Per settimane, gli uomini della Finanza hanno monitorato ogni movimento, ogni scambio sospetto nell’area tenuta sotto controllo, documentando tutto con dispositivi video occultati nei punti strategici. Le immagini hanno permesso di ricostruire una fitta rete di cessioni, con un tariffario fisso: 20 euro a dose.
Una volta raccolto un quadro probatorio schiacciante, le risultanze investigative sono state trasmesse alla Procura della Repubblica di Caltagirone. Il Pubblico Ministero, valutata la solidità delle prove, ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione di una misura cautelare per fermare l’attività illecita.
Il GIP, accogliendo la richiesta, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per i due indagati. L’intervento ha così smantellato un punto di riferimento per il consumo di stupefacenti in città, restituendo un pezzo di territorio alla legalità. L’operazione dimostra come la sinergia tra la tecnologia e il controllo del territorio sia un’arma fondamentale per contrastare la microcriminalità e le sue reti di spaccio.



