Un sospiro di sollievo ha attraversato la comunità di Camporotondo Etneo questa mattina, quando le squadre di ricerca hanno ritrovato, viva, la donna di 46 anni scomparsa da quasi ventiquattro ore. La signora è stata individuata intorno alle 7:30 in un fondo agricolo, in stato confusionale ma fortunatamente illesa.
Si è così concluso con un lieto fine un incubo iniziato ieri, con la denuncia della madre e l’avvio di una massiccia operazione di ricerca che ha tenuto l’intero paese con il fiato sospeso.
Tutto era cominciato nel primo pomeriggio di lunedì, quando la madre della donna, allarmata per non riuscire a contattarla, si era rivolta alla stazione dei Carabinieri. Da quel momento si era messa in moto una macchina dei soccorsi imponente e articolata. Le prime ricerche, basate sulla localizzazione del cellulare della scomparsa, avevano portato a un ritrovamento che aveva fatto gelare il sangue ai soccorritori: in un’area rurale era stato rinvenuto lo zaino della donna, con all’interno il telefono e i suoi effetti personali. Un indizio terribile, che faceva temere il peggio e che ha spinto le autorità a intensificare immediatamente gli sforzi.
Su disposizione della Prefettura è scattato il piano speditivo di ricerca, un protocollo che mobilita tutte le forze disponibili. Per tutta la notte, il rombo dell’elicottero “Fiamma” dei Carabinieri ha sorvolato l’area tra Camporotondo e Piano Tavola, mentre a terra le squadre dei Vigili del Fuoco e dei militari dell’Arma, inclusi gli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori di “Sicilia” addestrati a operare in contesti rurali difficili, hanno battuto palmo a palmo ogni metro di terreno.
La tenacia degli operatori è stata premiata alle prime luci dell’alba, con il ritrovamento della 46enne. L’intervento immediato del personale sanitario del 118 ha garantito alla donna la necessaria assistenza, prima del trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Paternò per gli accertamenti del caso. Una storia di angoscia che, grazie alla rapidità e alla sinergia tra le diverse forze dello Stato, si è trasformata in una storia di sollievo e speranza per una famiglia che ha potuto finalmente riabbracciare la propria cara.



