La Sicilia prova a scardinare il paradosso di un mercato del lavoro dove le aziende cercano personale senza riuscire a trovarlo, attraverso la formazione professionale. A Palazzo d’Orléans è stato siglato un protocollo d’intesa strategico che vede protagonisti il presidente della Regione, Renato Schifani, e i vertici regionali di Confindustria e Ance, rispettivamente Diego Bivona e Salvatore Russo. L’obiettivo centrale dell’accordo è quello di saldare finalmente il legame tra i percorsi di formazione professionale e le reali necessità delle attività produttive dell’isola, intervenendo su un mismatch che oggi penalizza pesantemente la competitività del sistema siciliano.
Le direttrici dell’intesa puntano a formare profili tecnici altamente richiesti che spaziano dall’area amministrativa all’edilizia, passando per la meccanica, l’impiantistica e i settori innovativi del web e del marketing. Secondo quanto dichiarato dal governatore Schifani, l’isola sta attraversando una stagione economica caratterizzata da indicatori incoraggianti e da un’attrazione senza precedenti di investimenti legati alle grandi opere pubbliche. In questo scenario, che vede stanziati seicento milioni di euro in un triennio per favorire l’occupazione, diventa prioritario farsi trovare pronti con manovalanza e tecnici qualificati. La collaborazione con il mondo produttivo viene considerata un passaggio obbligato, seguendo il solco già tracciato da precedenti esperienze di successo come i recruiting day organizzati con grandi gruppi industriali.
L’assessore all’Istruzione e alla formazione, Mimmo Turano, ha sottolineato come questo protocollo rappresenti una svolta politica netta, trasformando il sistema in un meccanismo capace di finanziare direttamente la domanda di lavoro. Lunedì è prevista la pubblicazione di un nuovo Avviso che renderà operative queste linee guida, identificando i profili professionali su cui gli enti di formazione dovranno concentrare i propri sforzi. La gravità della situazione attuale è testimoniata dai dati forniti da Confindustria, secondo cui un’impresa su cinque non trova personale adeguato, con uno squilibrio tra domanda e offerta che tocca il sessanta per cento. Anche il settore edile, rappresentato dall’Ance, guarda con fiducia a questa programmazione congiunta per avvicinare i giovani a professioni che, oltre alla tradizione, integrano oggi molta tecnologia. L’accordo prevede inoltre che, qualora specifiche competenze non siano disponibili nel catalogo regionale, ci si possa rivolgere a enti accreditati in altre zone d’Italia, garantendo sempre il monitoraggio dei risultati attraverso la condivisione di dati e modelli operativi tra le parti coinvolte.



