La giunta guidata da Renato Schifani ha dato il via libera all’impiego delle risorse residue del piano di investimenti destinato a edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, il programma noto come ex articolo 20 della legge 67/88. In totale vengono messi in campo 12 milioni e 677 mila euro, una dote che la Regione intende indirizzare su quattro interventi distinti, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’assistenza sul territorio e aggiornare alcune dotazioni ospedaliere.
Il pacchetto approvato comprende innanzitutto la realizzazione di un ospedale di comunità a Santa Caterina Villarmosa, nel Nisseno. La nuova struttura avrà 10 posti letto e nascerà all’interno di un immobile di proprietà dell’Asp oggi in disuso, che verrà recuperato e destinato alla nuova funzione. È un tassello che, nelle intenzioni dell’assessorato, mira a consolidare la rete territoriale: la stessa Daniela Faraoni, assessore regionale alla Salute, lega la scelta alla necessità di “nuovi posti letto e macchinari più moderni”, sottolineando come l’intervento si inserisca in un disegno più ampio che vede già finanziati con il Pnrr altri ospedali di comunità in provincia di Caltanissetta. Si tratta delle nuove strutture previste a San Cataldo e a Mazzarino, entrambe con 20 posti letto.
Accanto al progetto nel Nisseno, il via libera riguarda Palermo, dove è prevista la ristrutturazione del padiglione 27 del Complesso Pisani in via Pindemonte. La destinazione individuata è quella di laboratorio di sanità pubblica, un intervento che punta a riorganizzare spazi e funzioni all’interno di un’area sanitaria già esistente.
Sul fronte dell’aggiornamento delle apparecchiature, il piano include l’acquisto di una risonanza magnetica per l’ospedale di Milazzo, nel Messinese, e l’acquisizione di una piattaforma di sistema chirurgico robotico, indicata come di tipo da Vinci XI, richiesta dall’Asp di Agrigento. Faraoni inquadra questi acquisti come un passaggio necessario per rafforzare la diagnostica in un presidio ospedaliero e per “ammodernare le tecnologie di sistemi chirurgici” così da allineare l’Asp agrigentina agli standard nazionali, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa.
Gli interventi saranno realizzati con un cofinanziamento che prevede il 95% di risorse statali e il 5% a carico della Regione Siciliana. Una volta sottratte le somme destinate ai quattro progetti appena approvati, nel piano di investimenti per edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico restano ancora disponibili circa 188 milioni di euro.



