Ha provato a defilarsi, a confondersi tra i clienti, dicendo agli agenti di aver solo usato la toilette. Ma a tradirlo è stata la prova più classica per un uomo del suo mestiere: la farina sui vestiti. È la scena quasi comica che ha concluso il tentativo di fuga di un aiuto pizzaiolo “in nero”, durante un maxi controllo della Polizia in diversi locali di Scordia che ha scoperchiato un mondo di illegalità, tra cui lavoro nero, sfruttamento minorile e gravi carenze igieniche.
L’operazione di controllo ha portato alla chiusura di un ristorante, a multe per decine di migliaia di euro e al sequestro di quasi 70 chili di alimenti. Il caso più eclatante è proprio quello del ristorante dove lavorava il pizzaiolo. Qui, gli agenti hanno scoperto una situazione di illegalità diffusa: su sei persone al lavoro, ben cinque erano “fantasmi”, senza un regolare contratto.
Il dato più allarmante è che uno di questi lavoratori era un ragazzo con meno di 16 anni. Una violazione gravissima che, unita alle altre, ha portato all’immediata sospensione dell’attività e a una sanzione di 14.300 euro solo per le irregolarità sul lavoro. È stato in questo contesto che uno dei dipendenti ha tentato la fuga, venendo però subito bloccato e smascherato dalla polvere di farina sui suoi abiti. Ma i problemi non erano finiti: nello stesso locale, sono stati sequestrati e distrutti 20 chili di prodotti ortofrutticoli senza tracciabilità e sono state contestate l’assenza di segnaletica di sicurezza e la presenza di ingombri nelle vie di fuga.
I controlli della Polizia hanno interessato anche altre attività. In un secondo ristorante sono stati trovati e distrutti altri 24 chili di cibo non tracciato e sono state elevate multe per gli estintori non revisionati. Stessa musica in una pasticceria del paese, dove oltre a carenze igienico-sanitarie, sono stati sequestrati altri 21 chili di alimenti di provenienza ignota.
Un blitz a tappeto, dunque, che ha fatto emergere una realtà preoccupante. Una rete di illegalità che mette a rischio la salute dei consumatori e sfrutta i lavoratori, anche minorenni. Un sistema a cui le forze dell’ordine, con operazioni come questa, cercano di porre un freno.



