Si allarga la frattura transatlantica tra Bruxelles e Washington. I toni usati dal Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, durante il suo intervento all’Istituto Jacques Delors di Parigi, segnano un punto di non ritorno nelle relazioni diplomatiche con la nuova amministrazione americana. Al centro della dura presa di posizione del vertice europeo c’è la nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, un documento che, secondo Costa, contiene minacce di ingerenza nella vita politica del Vecchio Continente definite senza mezzi termini “inaccettabili”.
Il discorso di Costa evidenzia la fine di un’epoca: quella del multilateralismo condiviso. L’Europa si trova di fronte a un alleato storico che, sotto la guida di Donald Trump, sembra aver voltato le spalle al sistema internazionale basato sulle regole e alla lotta al cambiamento climatico. Ma il punto più critico riguarda la sovranità politica. Costa ha ribadito con forza che essere alleati significa rispetto reciproco: Washington non può arrogarsi il diritto di sostituirsi agli elettori europei decidendo quali partiti siano legittimi e quali no. Quella che fino a poco tempo fa sembrava solo retorica da campagna elettorale o provocazione via social network – dai tweet di Trump ai discorsi del vicepresidente J.D. Vance – si è ormai cristallizzata in una dottrina ufficiale di Stato che l’Unione Europea è costretta a fronteggiare.
Particolarmente allarmante, secondo l’analisi del Presidente del Consiglio Europeo, è la convergenza di vedute tra la Casa Bianca e il Cremlino sul dossier ucraino. La nuova strategia americana, osserva Costa, viene accolta con favore da Mosca proprio perché rimuove dal tavolo l’obiettivo di una pace “giusta e duratura” per Kiev, limitandosi a cercare una semplice cessazione delle ostilità per ristabilire relazioni stabili. Una visione che Bruxelles respinge, ricordando come la Russia rappresenti una minaccia persistente alla sicurezza europea, impossibile da ignorare dopo l’invasione del 2022.
Infine, l’affondo si sposta sul piano tecnologico e dei diritti civili. Costa ha rivendicato la sovranità europea anche nel campo della libertà d’informazione, lanciando un monito contro il dominio dei “tecno-oligarchi” statunitensi. La libertà di espressione, ha spiegato, non può esistere senza un vero pluralismo informativo, che rischia di essere soffocato dai monopoli digitali d’oltreoceano. In questo clima di tensione, la diplomazia cerca comunque spazi di manovra: in serata è prevista una cena strategica organizzata dal segretario generale della Nato Mark Rutte, a cui parteciperanno Costa, Ursula von der Leyen e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per tentare di blindare il fronte europeo in un momento di estrema incertezza globale.



