PALERMO – Una serata di fine estate si è trasformata in tragedia a Palermo, dove un violento scontro tra due motociclette ha spezzato la vita di due giovani. Gabriel Aliberti, di soli 17 anni, e Alessandro Lopriore, di 21, sono le vittime del fatale incidente avvenuto in via Duca degli Abruzzi, nelle vicinanze della storica Palazzina Cinese. Entrambi residenti a Palermo, sono morti sul colpo, rendendo vana la disperata corsa dei soccorritori.
L’impatto, la cui dinamica è ancora al vaglio degli agenti della polizia municipale, è stato devastante. Oltre alle due vittime, un terzo ragazzo, un sedicenne identificato con le iniziali M.C., è rimasto gravemente ferito. Le sue condizioni sono apparse subito critiche: trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia, è stato immediatamente trasferito al trauma center per la gravità delle lesioni riportate. I sanitari gli hanno riscontrato seri traumi cranico-toracici e fratture multiple alle costole. La situazione si è ulteriormente complicata a causa di un versamento polmonare che ha richiesto un intervento di drenaggio. Le prossime ore, secondo i medici, saranno decisive per la sua sopravvivenza.
Il luogo dell’incidente è stato rapidamente raggiunto da un imponente dispiegamento di mezzi di soccorso, con ben quattro ambulanze che hanno fatto la spola per prestare le prime cure e trasportare i feriti. Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale, che hanno immediatamente chiuso al traffico il tratto di strada interessato per poter effettuare i rilievi necessari a ricostruire l’esatta sequenza dello schianto.
La notizia della tragedia ha fatto rapidamente il giro della città, gettando nello sconforto le comunità dei quartieri dove i ragazzi vivevano. Si allunga così la tragica scia di sangue sulle strade palermitane, un dramma che riaccende i riflettori sulla sicurezza stradale, specialmente per i conducenti di due ruote. Mentre la città piange Gabriel e Alessandro, si prega per il giovane sedicenne che lotta tra la vita e la morte in un letto d’ospedale, aggrappato a un filo di speranza.



