SCICLI (RG) – Un litigio banale, una discussione degenerata in una furia omicida, culminata con una coltellata letale. È la drammatica sequenza che ha portato alla morte di un 36enne tunisino, il cui corpo è stato ritrovato mercoledì mattina nella frazione balneare di Cava d’Aliga. A poche ore dal delitto, i Carabinieri hanno stretto il cerchio attorno al presunto responsabile: un connazionale di 30 anni, irregolare sul territorio nazionale, è stato fermato con la pesante accusa di omicidio aggravato da futili motivi.
L’allarme è scattato mercoledì, quando è stato scoperto il cadavere. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Modica e del Nucleo Investigativo di Ragusa, sono partite a ritmo serratissimo. La svolta è arrivata quasi subito: basandosi sulle descrizioni fornite da alcuni testimoni oculari, che avevano visto un uomo fuggire precipitosamente dalla scena del crimine, i militari hanno avviato una massiccia caccia all’uomo. Le perlustrazioni si sono concentrate nell’area circostante, tra la fitta vegetazione e i campi della campagna sciclitana. In poco tempo, a circa 500 metri dal luogo del delitto, è stato individuato e bloccato il 30enne, la cui descrizione corrispondeva perfettamente a quella del fuggitivo.
Parallelamente alla cattura, un’altra squadra di Carabinieri ha setacciato per tutto il pomeriggio l’intera zona alla ricerca dell’arma del delitto. Le ricerche, rese difficili dalla presenza di sterpaglie e alta vegetazione, hanno infine dato i loro frutti: a circa 300 metri dal punto dell’aggressione, è stato rinvenuto un coltello da cucina di 25 cm, ancora sporco di sangue, ritenuto l’arma che ha inflitto il fendente mortale.
L’attività investigativa, proseguita con l’interrogatorio di numerosi testimoni da parte dei militari e del Pubblico Ministero giunto sul posto, ha permesso di ricostruire la dinamica dell’omicidio. Tra i due connazionali sarebbe nato un alterco per motivi ancora al vaglio, ma definiti “futili” dagli inquirenti. Dalle parole si è passati rapidamente alla violenza fisica, con l’aggressione culminata nella coltellata che ha perforato il polmone sinistro del 36enne, non lasciandogli scampo.
Vista la gravità degli indizi raccolti, la condizione di clandestinità del sospettato e il concreto tentativo di fuga, la Procura di Ragusa ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto. L’uomo è stato trasferito alla Casa Circondariale di Ragusa. La Procura ha già depositato la richiesta di convalida del fermo e di applicazione di una misura di custodia cautelare in carcere. Come previsto dalla legge, le accuse dovranno ora passare al vaglio del Giudice per le Indagini Preliminari e trovare conferma nel successivo processo.



