Linee di intervento già allo studio e disponibilità a mettere in campo risorse economiche qualora i dazi statunitensi dovessero produrre ricadute negative sull’agroalimentare isolano. È il messaggio portato a Ragusa dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in visita alla Fiera agroalimentare mediterranea (Fam), giunta alla sua cinquantesima edizione.
Nel corso dell’incontro, il governatore ha chiarito l’orientamento del governo regionale: predisporre misure compensative a tutela delle filiere locali, “augurandosi di non doverle attuare”, ma pronti ad attivarle se il nuovo quadro commerciale lo rendesse necessario. «Siamo pronti a impegnare risorse finanziarie perché a noi interessa la crescita dell’economia regionale e, in particolar modo, di queste filiere che sono strategiche per lo sviluppo del territorio», ha affermato Schifani, indicando la priorità di evitare contraccolpi sui produttori e sugli operatori della trasformazione.
La visita si è svolta alla presenza del sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, della presidente del Libero consorzio comunale Maria Rita Schembari, del presidente del Consorzio interprovinciale allevatori di Ragusa Giovanni Campo, oltre a deputati regionali e rappresentanti delle istituzioni locali. Un parterre che conferma la centralità della rassegna nel calendario economico e sociale del territorio ibleo.
Schifani ha richiamato il valore simbolico della 50ª edizione della Fam, definendola «espressione di un profondo legame fra comunità e territorio» e «sintesi delle eccellenze agroalimentari» di un’area storicamente forte nell’agricoltura e nell’allevamento. In questa cornice, ha ribadito la linea dell’esecutivo regionale sulle politiche agricole e zootecniche: salvaguardia e valorizzazione dell’identità agroalimentare, sostegno alla competitività territoriale e alla filiera alimentare, con l’obiettivo di accompagnare la crescita e difendere il reddito delle imprese.
L’indicazione di un possibile pacchetto di sostegni in caso di dazi segna, nelle parole del presidente, la volontà di non lasciare scoperti i comparti più esposti alle turbolenze dei mercati internazionali. La Regione, ha sottolineato, intende muoversi lungo un doppio binario: promuovere le eccellenze locali e, al contempo, attrezzarsi per fronteggiare scenari avversi che potrebbero incidere sulla domanda estera di prodotti siciliani.
Per la Fam, che da mezzo secolo riunisce operatori, istituzioni e pubblico attorno alle produzioni del territorio, l’intervento del governatore conferma il ruolo di vetrina e punto d’ascolto del settore. Un’occasione per ribadire la necessità di filiere più solide, capaci di valorizzare qualità e tracciabilità, e di un quadro di politiche pubbliche pronto a intervenire quando l’andamento dei mercati minaccia investimenti e occupazione.
Dalla Fiera di Ragusa arriva così un segnale di compattezza: istituzioni locali, mondo produttivo e Regione convergono sull’esigenza di proteggere e rilanciare un patrimonio economico e identitario che resta strategico per lo sviluppo della Sicilia.



