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Reading: Roma sott’acqua: esonda l’Aniene, Tiburtina chiusa
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Meridio Post > Blog > Meteo > Roma sott’acqua: esonda l’Aniene, Tiburtina chiusa
Meteo

Roma sott’acqua: esonda l’Aniene, Tiburtina chiusa

Carlo Lombardo
Last updated: Gennaio 7, 2026 1:55 am
Carlo Lombardo - Carlo Lombardo
Published Gennaio 7, 2026
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Epifania di paura nella Capitale: il maltempo record fa straripare il fiume a Ponte Mammolo. Scatta l’allerta rossa, ma il Campidoglio smentisce la chiusura degli istituti scolastici.

Quella del 6 gennaio 2026 sarà ricordata a Roma non come la giornata della Befana, ma come una lunga domenica di emergenza idrogeologica. Una pioggia incessante, definita dagli esperti di portata eccezionale, ha flagellato la Capitale e il suo hinterland per oltre 48 ore, portando al collasso la tenuta di alcuni corsi d’acqua e costringendo la Protezione Civile a decretare l’allerta rossa in diverse zone della città. L’osservato speciale non è stato tanto il “biondo” Tevere, quanto il suo affluente principale: l’Aniene.

Il fiume, gonfio per le precipitazioni che hanno investito non solo l’area urbana ma anche e soprattutto il bacino a monte, non ha retto la pressione, esondando in punti critici e paralizzando la viabilità in uno dei quadranti più popolosi della città. A complicare un quadro già difficile, il diffondersi incontrollato di notizie false riguardanti la chiusura delle scuole ha generato caos e apprensione tra le famiglie romane.

L’emergenza Aniene: Ponte Mammolo e Tiburtina in ginocchio

Il punto di rottura si è verificato nella zona di Ponte Mammolo, area nevralgica del IV Municipio. Come spiegato da Giuseppe Napolitano, capo del dipartimento di Protezione Civile di Roma Capitale, l’Aniene è uscito dal suo alveo naturale, creando un movimento ondulatorio di entrata e uscita delle acque che ha tenuto con il fiato sospeso i soccorritori per tutto il pomeriggio. Sebbene l’acqua non abbia investito direttamente i centri abitati principali, si è reso necessario l’allontanamento precauzionale di alcune persone che si trovavano nelle immediate vicinanze degli argini, in insediamenti precari o zone a rischio.

La situazione è precipitata quando, oltre all’Aniene, ha rotto gli argini anche il Fosso di Pratolungo. Questa doppia esondazione ha avuto ricadute pesantissime sulla viabilità consolare. La Via Tiburtina, arteria fondamentale per il collegamento tra il centro e la periferia est, è stata chiusa al traffico nel tratto compreso tra il Grande Raccordo Anulare e via dei Casali di San Basilio. L’acqua ha invaso la carreggiata e diverse strade laterali, rendendo impossibile il transito e costringendo la Polizia Locale a deviare il flusso veicolare, con inevitabili disagi per chi rientrava dal ponte festivo.

Il giallo della falsa ordinanza sulle scuole

Mentre la pioggia cadeva copiosa, sui social network e nelle chat di gruppo di migliaia di genitori romani ha iniziato a circolare un documento, apparentemente ufficiale, che annunciava la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani, mercoledì 7 gennaio 2026. Si trattava di un falso.

Il Campidoglio è dovuto intervenire con una nota perentoria per smentire la bufala e arginare il panico. “Nessuno ha firmato o emanato alcun provvedimento di questo tipo”, hanno tuonato dagli uffici di Roma Capitale. Le scuole, dunque, rimarranno regolarmente aperte. L’amministrazione ha inoltre ricordato che la diffusione di falsi allarmi o di atti contraffatti della Pubblica Amministrazione non è uno scherzo di cattivo gusto, ma un reato: “Chiunque diffonda notizie false può incorrere in sanzioni anche di natura penale”. Un monito severo contro chi specula sulle emergenze per creare disordine sociale.

Tevere e precipitazioni: i dati di un evento eccezionale

Per comprendere la portata dell’evento, basta guardare i dati pluviometrici forniti dalla Protezione Civile. In soli due giorni, su Roma è caduta una quantità di pioggia che ha non solo eguagliato, ma “superato abbondantemente” la media delle precipitazioni previste per l’intero mese di gennaio. Una “bomba d’acqua” spalmata su 48 ore che ha messo a dura prova il sistema fognario e idrografico della città eterna.

Nonostante l’attenzione sia concentrata sull’Aniene, anche il Tevere desta preoccupazione, pur rimanendo sotto controllo. Il fiume sacro di Roma è attualmente fuori dal suo alveo naturale, avendo invaso le banchine (il cosiddetto “bacino di magra”). Tuttavia, come rassicura Napolitano, si tratta di una “esondazione controllata”. Le mura di contenimento della città, costruite proprio per gestire queste piene, stanno facendo il loro lavoro. Il livello dell’acqua oscilla tra i 7 e gli 8 metri: una quota importante, che rimarrà tale per diversi giorni a causa del deflusso lento, ma che al momento non minaccia l’incolumità dei cittadini o la stabilità degli edifici storici.

Allerta rossa e previsioni: la situazione nei municipi

La Direzione regionale di Protezione Civile del Lazio ha decretato l’allerta rossa specifica per le zone interessate dal bacino dell’Aniene. L’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli, in coordinamento con la sala operativa, ha lanciato un appello alla prudenza: “Si invitano tutti i cittadini e, in particolare, coloro che ricadono nella zona rossa, a evitare spostamenti nelle prossime ore e mantenere uno stato di precauzione”.

I municipi che hanno pagato il prezzo più alto di questa ondata di maltempo sono quelli del versante est: il IV, il V e il VI Municipio. Qui la rete di smaltimento delle acque meteoriche ha faticato a reggere l’urto, anche se, fortunatamente, non si segnalano crolli strutturali o crisi sistemiche irreversibili. La tenuta complessiva della città, grazie al lavoro sinergico di Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Polizia Locale, è stata giudicata positiva.

Le previsioni meteo offrono finalmente uno spiraglio di luce: il fronte perturbato dovrebbe esaurirsi in serata, lasciando spazio a un graduale miglioramento. Tuttavia, l’attenzione resta altissima. L’acqua che scende dai monti impiegherà ore, se non giorni, per defluire completamente verso il mare, richiedendo un monitoraggio costante degli argini ancora per tutta la settimana.

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