Si è trasformato in un parapiglia il confronto di ieri sera davanti alla chiesa di San Giovanni Battista, a Milazzo, dove il parroco e una parte dei fedeli stavano definendo gli ultimi dettagli della festa patronale del 24 giugno. Da settimane la comunità discute animatamente su modalità e costi dei festeggiamenti – processione, addobbi e programmi musicali – senza riuscire a trovare una sintesi condivisa. Ieri, complice la tensione accumulata, la riunione è degenerata.
Attorno alle 20.30, sul sagrato della parrocchia in via San Giovanni, il dialogo tra il sacerdote e alcuni parrocchiani si è rapidamente acceso: toni sempre più alti, accuse reciproche di scarsa collaborazione, finché un gruppo di giovani ha chiesto di ridimensionare la parte religiosa in favore di spettacoli serali, richiesta giudicata «fuori luogo» dal celebrante. Ne è nata una discussione concitata che ha coinvolto almeno una ventina di persone; nella calca un ragazzo di 19 anni è caduto, battendo il gomito contro la balaustra di pietra e riportando una ferita lacero-contusa giudicata guaribile in pochi giorni.
L’arrivo di una pattuglia dei carabinieri, allertati da residenti spaventati dalle urla, ha riportato la calma. I militari hanno identificato i presenti e raccolto le prime testimonianze, mentre un’ambulanza del 118 ha trasportato il ferito al pronto soccorso di Milazzo per medicazioni. Nessuna denuncia formale è stata presentata, ma l’Arma ha avviato un’informativa alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto per valutare eventuali responsabilità penali.
Il timore ora è che l’episodio comprometta lo svolgimento della festa, appuntamento centrale per la frazione milazzese: il comitato organizzatore, diviso tra tradizionalisti e fautori di un format più “pop”, rischia lo stallo. «Senza un accordo credibile entro domenica dovremo annullare la processione», filtra da ambienti parrocchiali. Tra i fedeli serpeggia delusione: molti avevano già raccolto offerte per luminarie e banda musicale.
Oggi è previsto un incontro in Curia tra il parroco e il vicario foraneo affinché si arrivi a un compromesso che salvi la ricorrenza di San Giovanni. La diocesi, in una nota, invita «tutte le parti a deporre i rancori per il bene della comunità». Resta, però, l’amarezza per un gesto simbolico che rischia di rinunciare al suo significato più profondo – la celebrazione condivisa – a causa di tensioni interne mai sopite.



