Uno sguardo di troppo, un futile pretesto che ha trasformato una notte d’estate in un’esplosione di violenza, culminata con una rissa sulla spiaggia e un ragazzo accoltellato. A poco più di due settimane da quel grave episodio, è scattata all’alba di oggi la risposta dello Stato. I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di nove giovani, ritenuti responsabili di quella notte di follia a Porto Palo di Menfi.
L’operazione, supportata dai colleghi del Nucleo Cinofili di Palermo, è il risultato di un’indagine serrata, coordinata dalla Procura della Repubblica di Sciacca, per identificare tutti i partecipanti alla rissa aggravata avvenuta sull’arenile la notte dello scorso 13 luglio. Le accuse sono pesanti: oltre alla rissa, viene contestato anche il porto illegale di armi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la miccia si sarebbe accesa all’interno di uno dei locali estivi della rinomata località balneare. Un’occhiata interpretata male, forse una parola di troppo, è bastata per far degenerare la situazione. Il confronto si è rapidamente spostato fuori dal locale, sulla sabbia, dove si è scatenato un violento scontro di gruppo. La contesa ha raggiunto il suo culmine di brutalità quando è spuntato un coltello e un giovane di origini egiziane è stato ferito da un fendente.
L’accoltellamento ha immediatamente fatto scattare le indagini dei Carabinieri, che hanno lavorato per ricostruire l’intera catena di eventi e le responsabilità individuali. Le prove raccolte hanno convinto la Procura a richiedere le misure cautelari al G.I.P. del Tribunale di Sciacca, che ha emesso l’ordinanza eseguita questa mattina. Un’azione decisa per contrastare il fenomeno della “malamovida” e per riaffermare il principio che la violenza, anche se scatenata da motivi apparentemente banali, non può restare impunita, specialmente in luoghi che dovrebbero essere dedicati solo al divertimento e al turismo.



