RIESI (CL), 16 novembre 2025 – Una gita in campagna e una raccolta di verdure selvatiche si sono trasformate in un grave caso di intossicazione per una coppia di Riesi, finita in Rianimazione dopo avere ingerito, per errore, foglie di belladonna scambiandole per borragine.
Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero raccolto le erbe in campagna e le avrebbero consumate in un pasto casalingo, convinti di avere cucinato comuni verdure spontanee. Solo dopo qualche ora sono comparsi i primi sintomi: forte tachicardia, stato confusionale, allucinazioni, convulsioni e deliri, un quadro clinico che ha fatto sospettare subito un avvelenamento da pianta tossica.
La coppia è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, dove i medici hanno avviato le prime cure e approfondito il racconto dei pazienti, fino a ipotizzare il coinvolgimento dell’Atropa belladonna, pianta nota per l’elevata tossicità. Una volta stabilizzati per quanto possibile, i due sono stati trasferiti nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Enna, dove erano disponibili due posti letto.
La belladonna è considerata una delle specie vegetali più pericolose presenti in natura: tutte le sue parti – foglie, fusto, bacche e radici – contengono alcaloidi come atropina e iosciamina, sostanze che agiscono sul sistema nervoso e cardiovascolare. L’ingestione può provocare, in base alla quantità assunta, sintomi neurologici e cardiaci gravi fino all’arresto respiratorio, e nei casi più seri può risultare fatale.
La dinamica dell’accaduto riporta l’attenzione sul rischio, spesso sottovalutato, legato alla raccolta autonoma di erbe e piante spontanee senza un’adeguata conoscenza botanica. Alcune specie commestibili possono essere confuse, soprattutto da occhi inesperti, con piante altamente velenose che presentano foglie o portamento simili. In questo caso, la coppia avrebbe scambiato la belladonna per borragine, un’erba che viene comunemente utilizzata in cucina.
Il caso di Riesi rappresenta un monito per chiunque pratichi la raccolta di erbe selvatiche: senza certezze assolute sulla specie, il rischio di errore resta elevato e le conseguenze possono essere gravissime. Su quanto accaduto, la priorità resta ora la cura dei due pazienti, mentre il racconto della loro disavventura viene utilizzato dagli operatori sanitari come esempio concreto di quanto una semplice “scorpacciata di verdure” possa trasformarsi in un’emergenza medica.



