Meridio PostMeridio PostMeridio Post
Notification Show More
Font ResizerAa
  • Home
  • Edizioni Locali
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Trapani
    • Salento
  • Fatti
  • Esteri
  • La Politica
  • Cultura
    • Eventi
    • Finestra sulla Storia
    • Miti e Legende
    • Riflessioni per l’oggi e il domani…
    • Teatro
    • Tradizioni
  • Economia
  • Ambiente
  • Lifestyle
    • Animali
    • Benessere
    • Cinema e Tv
    • Food
    • Opinioni
    • Formazione
    • Stile e Trend
    • Universi Digitali
  • Luoghi
  • Meteo
  • Sport
    • Calcio
Reading: Ragusa. Una Parola di troppo alla fidanzata ed è ridotto in fin di vita
Share
Font ResizerAa
Meridio PostMeridio Post
Search
  • Home
  • Edizioni Locali
    • Agrigento
    • Caltanissetta
    • Catania
    • Enna
    • Messina
    • Palermo
    • Ragusa
    • Trapani
    • Salento
  • Fatti
  • Esteri
  • La Politica
  • Cultura
    • Eventi
    • Finestra sulla Storia
    • Miti e Legende
    • Riflessioni per l’oggi e il domani…
    • Teatro
    • Tradizioni
  • Economia
  • Ambiente
  • Lifestyle
    • Animali
    • Benessere
    • Cinema e Tv
    • Food
    • Opinioni
    • Formazione
    • Stile e Trend
    • Universi Digitali
  • Luoghi
  • Meteo
  • Sport
    • Calcio
Follow US
aggredito per una parola in più alla fidanzata
Meridio Post > Blog > Fatti > Ragusa. Una Parola di troppo alla fidanzata ed è ridotto in fin di vita
Fatti

Ragusa. Una Parola di troppo alla fidanzata ed è ridotto in fin di vita

Marco Gurrieri
Last updated: Dicembre 8, 2025 1:36 pm
Marco Gurrieri - Marco Gurrieri
Published Maggio 23, 2025
Share
SHARE
Primevideo

RAGUSA – Una parola di troppo, forse un apprezzamento o un’avance non gradita rivolta alla fidanzata, e una discussione tra connazionali degenera in un brutale, selvaggio tentativo di omicidio. Un giovane albanese di soli 24 anni, identificato con le iniziali E. K. e residente a Ragusa, è stato fermato dai Carabinieri con la pesantissima accusa di aver quasi ucciso un uomo di 36 anni, anch’egli albanese, colpendolo ripetutamente e con ferocia alla testa utilizzando una mazza da cantiere. La vittima, a una settimana dall’aggressione, versa in condizioni disperate all’ospedale Cannizzaro di Catania, ed è tuttora in pericolo di vita.

L’episodio di inaudita violenza, che ha scosso il capoluogo ibleo, si è consumato nel tardo pomeriggio del 16 maggio scorso, nel cuore pulsante del centro storico di Ragusa. Secondo una prima, ma già abbastanza chiara, ricostruzione effettuata dagli inquirenti, tutto sarebbe scaturito da un acceso alterco verbale tra i due uomini. La scintilla che avrebbe fatto esplodere la lite sarebbero state alcune presunte attenzioni, forse sguardi o parole interpretate come inopportune, che il trentaseienne avrebbe rivolto alla compagna del più giovane. Dalle offese e dagli insulti reciproci, la situazione è precipitata vorticosamente nel giro di pochi istanti. Il ventiquattrenne, descritto come accecato dalla rabbia e dalla gelosia, avrebbe a quel punto prelevato dalla propria automobile una mazza di plastica dura, di quelle comunemente impiegate nei lavori edili, e si sarebbe scagliato con furia contro il connazionale.

Armato della mazza da cantiere, E. K. avrebbe infierito sul trentaseienne, colpendolo più volte e con estrema violenza al capo, senza lasciargli alcuna possibilità di difesa. L’aggressione brutale ha causato alla vittima gravissime fratture craniche, facendolo stramazzare al suolo, secondo alcune testimonianze, in una pozza di sangue. Immediati, ma resi difficili dalla gravità del quadro clinico, sono stati i soccorsi. Il ferito è stato trasportato d’urgenza, in condizioni critiche, all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Tuttavia, la severità delle lesioni riportate ha reso ben presto necessario il suo trasferimento immediato e protetto presso il più attrezzato reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato sottoposto a un delicato e complesso intervento chirurgico nel tentativo di salvargli la vita.

Nonostante le cure mediche intensive e l’operazione chirurgica subita, le condizioni del trentaseienne rimangono estremamente gravi e preoccupanti. L’uomo, a distanza di una settimana da quel terribile pomeriggio, non ha ancora ripreso conoscenza e i medici mantengono la prognosi strettamente riservata, non sbilanciandosi sulle sue possibilità di recupero. La sua vita è appesa a un filo sottilissimo, e le prossime ore saranno decisive per comprendere se potrà superare le devastanti conseguenze dei colpi ricevuti alla testa. L’intera comunità albanese residente a Ragusa, così come la cittadinanza locale, segue con profonda apprensione l’evolversi della sua disperata battaglia per la sopravvivenza.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa, non appena ricevuta la segnalazione dell’efferata aggressione, hanno immediatamente avviato un’attività investigativa a tutto campo per identificare e catturare l’autore del brutale pestaggio. Fondamentali per la rapida risoluzione del caso si sono rivelate le immagini registrate dai numerosi sistemi di videosorveglianza attivi nel centro storico della città. Queste avrebbero immortalato fasi cruciali dell’aggressione e fornito elementi inequivocabili per risalire all’identità del ventiquattrenne. Grazie a un’indagine serrata e senza sosta, condotta con grande acume investigativo, i militari dell’Arma, solo due giorni dopo il fatto, sono riusciti a localizzare e a sorprendere E. K. presso la sua abitazione. Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane era in procinto di organizzare la propria fuga e di allontanarsi dal territorio nazionale, presumibilmente per tentare di sottrarsi alle proprie responsabilità e alla giustizia. Il fermo operato dai Carabinieri è stato quindi doppiamente provvidenziale.

Il ventiquattrenne E. K. è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con la gravissima accusa di tentato omicidio. La Procura della Repubblica di Ragusa sta coordinando le indagini per definire ulteriormente tutti i contorni e i dettagli della drammatica vicenda e per accertare compiutamente ogni singola responsabilità. Questo ennesimo episodio di cronaca nera evidenzia, ancora una volta, come dinamiche legate a futili motivi, quali la gelosia o un malinteso, possano tragicamente sfociare in atti di violenza estrema e ingiustificabile.

Share This Article
Facebook Email Print
Leave a Comment

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

- Link Consigliato -
Ad imageAd image
about us

Meridio Post è un supplemento del quotidiano telematico Palermo Post iscritto al N5 del registro stampa del Tribunale di Palermo. Contribuisce all’audience di Media Post Network E-mail: info@meridiopost.it

Editore: Mediartika P.Iva 07278520825

Chi Siamo

Meridio Post in procinto di Registrazione presso il Tribunale di Palermo. Editore: Mediartika P.Iva 07278520825 Redazione:Via Ugo La Malfa, 62, Palermo, Sicilia mail: info@meridiopost.it

Network

  • Palermo Post
  • Trapani Post
  • Salento Post
  • Catania Post
  • Messina Post
  • Agrigento Post

Network

  • Ragusa Post
  • Caltanissetta Post
  • Enna Post
  • Paese delle Streghe
  • Teatro in Polvere
  • NewtonLab24

Network

  • Sport in Sicilia
  • Be in Sicily
  • Bomba Sicilia
  • Misto Lana
  • Cinema senza Barriere

Info

  • Privacy Policy
  • La Redazione
  • Termini e Condizioni
  • Segnalazioni
  • Pubblicità
  • Codice Etico
logo
Welcome Back!

Sign in to your account

Username or Email Address
Password

Lost your password?