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Reading: Quando l’estremismo soffoca la politica della pace
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anwar sadat
Meridio Post > Blog > Cultura > Finestra sulla Storia > Quando l’estremismo soffoca la politica della pace
Finestra sulla Storia

Quando l’estremismo soffoca la politica della pace

Angelo Cinà
Last updated: Aprile 9, 2025 9:53 am
Angelo Cinà
Published Aprile 9, 2025
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Nel 1970, in Egitto, diventa presidente Sadat, che nei primi anni impone una controrivoluzione rispetto a Nasser, suo predecessore. Nel 1973 attacca Israele (la guerra del Kippur in risposta della guerra dei 6 giorni del 1967) e vinse in parte riconquistando il Sinai. L’intervento dell’ONU sospese l’ostilità. Il cambiamento del presidente Sadat fu quello di allontanarsi dal socialismo del suo predecessore e avvicinarsi alla religione islamica. Nel frattempo anche la politica interna ed estera cambia: apre all’economia di mercato, si distacca dall’Unione sovietica e si avvicina agli Stati Uniti. Dopo la guerra del Kippur 

del 1973 la vera svolta è proprio quella mediorientale: Sadat avvia un processo di pace con lo Stato ebraico, che porterà prima alla visita a Gerusalemme nel 1977 intavolando colloqui di pace e poi agli accordi di Camp David, nel 1978 mediati dal presidente USA Carter. L’anno successivo la firma di un trattato di pace tra Egitto e Israele. Per questi motivi i due leaders, Sadat e Begin, ricevono il Premio Nobel per la pace. Il mondo arabo non vede di buon occhio tale accordo e si scaglia contro il rais egiziano, considerandolo un traditore.  

Ed è così che nel 1981, un fanatico islamico ucciderà Sadat proprio nel giorno in cui si festeggiavano i successi della Guerra del Kippur del 1973.

Nel 1993 si chiusero gli accordi di Oslo, mediati dal presidente USA Clinton grazie al lavoro svolto dalla diplomazia di Arafat, capo dell’OLP e dal capo del governo israeliano Rabin. Tali accordi hanno stabilito il riconoscimento dell’OLP stesso da parte di Israele, giungendo anche al piano per un abbandono graduale dei territori palestinesi occupati dall’esercito israeliano. Questo doveva comportare la formazione di un governo indipendente arabo. Anche Rabin e Arafat hanno ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1994. II 4 novembre del 1995, però, il leader israeliano Rabin ha pagato con la vita il lavoro di pace e le concessioni ai palestinesi. Infatti è stato assassinato per mano di un ebreo ultranazionalista che lo accusava di non avere difeso gli interessi di Israele.  

La storia di uomini che hanno pagato con la loro vita l’impegno per la pace e per la risoluzione della questione mediorientale.

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