PALERMO – Anche in Sicilia le funzioni di polizia amministrativa passeranno ai Comuni, in linea con quanto già avviene nel resto del Paese. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo allo schema di decreto legislativo approvato dal governo regionale guidato da Renato Schifani lo scorso gennaio. Si tratta di un passaggio di rilievo nell’attuazione dell’articolo 31, comma 4, dello Statuto speciale siciliano, fermo da decenni.
Il provvedimento disciplina il trasferimento ai Comuni delle competenze finora esercitate dallo Stato, in particolare quelle previste dagli articoli 68 e 69 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, risalente al 1931, che regolano il rilascio delle licenze per spettacoli, eventi pubblici e manifestazioni.
«Da oggi la Sicilia si allinea al resto d’Italia, dove queste funzioni sono in capo agli enti locali fin dal 1977», ha dichiarato il presidente Schifani, ricordando anche la sentenza della Corte costituzionale del 2023 che ha riconosciuto la legittimità del trasferimento.
Il decreto, articolato in cinque articoli, stabilisce che il passaggio delle competenze non comporterà costi aggiuntivi per Comuni e Regione, trattandosi di attività già in larga parte gestite dagli uffici comunali. Resta comunque un margine di controllo statale: i provvedimenti adottati saranno trasmessi al prefetto, che potrà intervenire in caso di motivi di sicurezza pubblica.
La riforma, che introduce anche elementi di semplificazione amministrativa, rappresenta un importante passo avanti nel processo di autonomia e razionalizzazione delle competenze in Sicilia, rafforzando il ruolo dei Comuni nella gestione del territorio e nell’organizzazione della vita pubblica.



