PALERMO – Una violenta rissa, culminata con almeno due accoltellamenti, e poi il silenzio. Un muro di omertà impenetrabile che sta rendendo complesse le indagini dei Carabinieri su quanto accaduto nella tarda serata di ieri in Corso dei Mille, a Palermo. La vicenda è emersa quando due uomini, un 35enne e un 27enne, entrambi palermitani, si sono presentati autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale Buccheri La Ferla con evidenti ferite da arma da taglio.
Come da prassi in questi casi, il personale sanitario ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. I Carabinieri del Comando Provinciale hanno così avviato un’indagine, riuscendo in breve tempo a collocare l’evento che ha portato al ferimento dei due. Avrebbero infatti preso parte a una rissa scoppiata poco prima in Corso dei Mille, una delle arterie principali della città. Qui, però, l’indagine si è subito scontrata con un ostacolo quasi insormontabile: la totale mancanza di collaborazione delle vittime.
Interrogati dai militari, sia il 35enne che il 27enne si sono infatti rifiutati di fornire dettagli su quanto accaduto, chiudendosi in un silenzio che di fatto impedisce di comprendere cosa abbia scatenato la violenza. Non si conosce il motivo della lite, né quante persone vi abbiano preso parte. Un’omertà che gli inquirenti stanno ora cercando di aggirare attraverso la tecnologia.
I militari stanno passando al setaccio la zona di Corso dei Mille, acquisendo le immagini registrate da tutti i sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, presenti nell’area. L’obiettivo è quello di trovare i fotogrammi che hanno immortalato la rissa per poter dare un volto e un nome a tutti i partecipanti e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Nel frattempo, gli investigatori non escludono un’altra inquietante possibilità: che nella zuffa siano rimaste ferite anche altre persone. Il timore è che altri partecipanti, magari con lesioni meno gravi o per evitare contatti con le forze dell’ordine, abbiano preferito non recarsi in ospedale, scegliendo di “curarsi” in privato. L’indagine prosegue dunque in un clima difficile, nel tentativo di squarciare il velo di silenzio calato su una notte di violenza urbana.



