Un boato, vetri in frantumi e la brutale violazione di un presidio sanitario. Una farmacia nel quartiere CEP di Palermo, situata in via Besio, è stata teatro di una “spaccata” tanto violenta nei metodi quanto irrisoria nei risultati per gli autori. Utilizzando un’auto rubata come un ariete, i malviventi hanno sfondato la vetrina e la saracinesca dell’esercizio, provocando danni ingenti ma fuggendo con un bottino di appena cinquanta euro. Sull’episodio indagano i Carabinieri.
La dinamica dell’assalto è quella, tristemente nota, della criminalità predatoria che non si fa scrupoli pur di raggiungere l’obiettivo, anche a costo di una distruzione sproporzionata. L’utilitaria, risultata rubata e quindi destinata a essere abbandonata poco dopo, è stata lanciata con forza contro l’ingresso principale della farmacia. L’impatto ha divelto le protezioni e mandato in mille pezzi le vetrine, con gli scaffali interni che sono rovinati a terra, spargendo prodotti e disordine. Un’immagine di devastazione ha accolto la titolare al momento della scoperta.
Una volta all’interno, però, la furia dei ladri sembra essersi placata o, più probabilmente, la loro ricerca è stata frettolosa e superficiale. Incredibilmente, hanno arraffato soltanto una cinquantina di euro presenti in cassa, ignorando completamente farmaci, inclusi quelli potenzialmente vendibili sul mercato nero, cosmetici di valore e altri articoli commerciali esposti. Un magro compenso a fronte di un danno che la proprietaria della farmacia stima tra i sei e i settemila euro, necessari per riparare saracinesca, infissi e vetrine, oltre al ripristino degli interni.
Le indagini sono state immediatamente avviate dai Carabinieri della locale stazione, giunti sul posto per i rilievi di rito. Gli investigatori hanno acquisito le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, nella speranza che i filmati possano fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili. Si cerca ogni dettaglio che possa ricondurre agli autori della spaccata e all’auto utilizzata per il colpo.
Al di là del danno economico, pur consistente, resta l’amarezza per un gesto che colpisce un servizio essenziale per la comunità e la sensazione di vulnerabilità per chi ogni giorno lavora al servizio dei cittadini. L’episodio riaccende i riflettori sulla necessità di sicurezza per gli esercizi commerciali, spesso bersaglio di una criminalità che, come in questo caso, sembra agire più con brutale impulsività che con una strategia lucida, lasciandosi alle spalle più macerie che refurtiva. La speranza è che il lavoro degli inquirenti possa assicurare presto i colpevoli alla giustizia.



