PALERMO – Un insospettabile appartamento trasformato in una centrale dello spaccio e un deposito di armi. Un’attività a conduzione familiare, gestita da una madre di 54 anni e dal figlio di 27, quest’ultimo, incredibilmente, già ristretto ai domiciliari. È lo scenario sconcertante scoperto dai Carabinieri nel cuore del quartiere Sperone di Palermo, dove un blitz ha scoperchiato un business criminale nascosto tra le mura domestiche, portando al sequestro di cocaina, una pistola pronta a sparare e un arsenale di coltelli.
L’operazione, condotta congiuntamente dai militari della Stazione di Brancaccio e di Acqua dei Corsari, è scattata in seguito a un’attività investigativa che ha acceso i riflettori su F.R., 27enne con precedenti, e sua madre, M.S., di 54 anni. I sospetti hanno trovato una drammatica conferma quando le forze dell’ordine hanno deciso di perquisire l’abitazione. Ad aprire la porta sarebbe stata proprio la donna, forse ignara di cosa i militari avrebbero trovato o forse complice fino in fondo. Il figlio, in quel momento, non era in casa, beneficiando di un permesso per allontanarsi dal domicilio dove stava scontando la sua pena.
La perquisizione è diventata una progressiva discesa in un bazar del crimine. Il primo rinvenimento è avvenuto in cucina: nascoste in un mobiletto, vicino a una comune macchina del caffè, sono spuntate due buste piene di soldi e una calza contenente i primi involucri di cocaina. Ma è stata la camera da letto del 27enne a rivelare il vero cuore dell’attività illecita. Nel cassetto del suo comodino, i Carabinieri hanno trovato non solo altro denaro e una quantità significativa di droga, ma anche un arsenale da far tremare i polsi: una pistola a salve, abilmente modificata per renderla letale e con un colpo già in canna, pronta all’uso, e ben undici coltelli di varie dimensioni.
Le sorprese non erano finite. L’ispezione si è estesa alla camera della madre, dove, all’interno del suo armadio, sono state rinvenute altre buste contenenti contanti e un barattolo con un’ulteriore, seppur piccola, quantità di stupefacente, a suggellare il suo presunto ruolo attivo nel business.
Il bilancio finale del blitz è pesante: circa 233 grammi di cocaina, la pistola modificata, gli undici coltelli, quasi 2.400 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio, materiale per il confezionamento delle dosi e persino una macchina contasoldi, segno di un’attività tutt’altro che improvvisata. Madre e figlio sono stati arrestati con accuse gravissime e nelle prossime ore affronteranno l’udienza di convalida davanti al giudice. L’operazione rappresenta un duro colpo allo spaccio nel quartiere, confermando come le dinamiche criminali si annidino spesso in contesti familiari apparentemente normali.
Palermo. Allo Sperone: Droga in Cucina e Arsenale nel Comodino.
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