PALERMO – Due giorni di sport, sogni e speranze al Parco Uditore, che si è trasformato in un campo di selezione a cielo aperto per decine di giovani aspiranti calciatori. Si è conclusa con successo la selezione per entrare a far parte della scuola calcio “Scricchioli d’Oro”, un’iniziativa che va ben oltre il semplice agonismo, puntando a fare dello sport un potente veicolo di crescita, integrazione e dialogo.
L’evento è stato seguito con grande partecipazione dall’assessore alle Politiche Sociali, Mimma Calabrò, che ha osservato da vicino le varie fasi insieme a Vincenzo Lipari, presidente della “Nazionale del Mediterraneo”. Proprio questo progetto internazionale fa da cornice all’iniziativa, con l’ambizioso scopo di “trasformare lo sport in strumento di pace, inclusione e dialogo tra i popoli”. Ispirandosi al celebre modello di “Seeds of Peace”, la Nazionale del Mediterraneo unisce giocatori professionisti e dilettanti di diverse nazionalità in un’unica squadra, elevando il calcio a simbolo di un Mediterraneo che non è più frontiera di divisione, ma ponte di incontro e fratellanza.
“Quella che abbiamo vissuto – ha commentato con entusiasmo l’assessore Calabrò – è stata una iniziativa pensata per valorizzare i giovani talenti provenienti dalle nostre comunità, offrendo loro un’occasione di crescita personale e sportiva”. Per i ragazzi che hanno superato la selezione, infatti, non si aprono solo le porte di una squadra di calcio. L’opportunità è ben più grande e strutturata.
“Adesso, i ragazzi selezionati – ha proseguito l’assessore – oltre a far parte della squadra avranno la possibilità di accedere ad un percorso di crescita importante, di integrazione attraverso lo sport e di costruzione di relazioni positive avendo la possibilità di esprimere le proprie capacità in un contesto inclusivo”. Il progetto, quindi, si configura come un vero e proprio percorso educativo, dove il pallone diventa un maestro di vita, insegnando il rispetto delle regole, il valore del gruppo e la gestione delle emozioni.
L’assessore ha concluso sottolineando il valore sociale e formativo dell’iniziativa, specialmente per i giovani che vivono in contesti più complessi. “È fondamentale che i ragazzi, soprattutto quelli provenienti dalle nostre comunità, possano mettersi in gioco, sentirsi parte di un progetto e vivere lo sport come strumento di crescita personale, integrazione e valorizzazione del talento”. Un messaggio chiaro che pone le basi per un futuro in cui lo sport possa essere per tutti un’opportunità di riscatto e di costruzione di un avvenire migliore.



