Un quadro di degrado e sofferenza indicibile, con animali costretti a vivere immersi nei propri escrementi, tra rifiuti speciali e scarti alimentari. È la scena che si sono trovati di fronte i Carabinieri del NAS di Catania durante un’ispezione in un allevamento di suini ed equini nella provincia etnea. L’operazione, condotta nell’ambito di una più vasta campagna di controlli sulla filiera delle carni, ha portato alla denuncia dei titolari e al sequestro preventivo dell’intera azienda zootecnica.
Al loro arrivo, i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, supportati dal personale veterinario della locale ASP, hanno scoperto una serie di gravissime violazioni alle norme igienico-sanitarie e sul benessere animale. Diciotto maiali e tre cavalli erano detenuti in condizioni precarie e irrispettose della loro dignità, costretti a muoversi in un’area di circa duemila metri quadrati invasa da quintali di letame, rifiuti di vario genere e avanzi di cibo in decomposizione. Una situazione che, oltre a configurare il reato di maltrattamento di animali, rappresenta un potenziale, grave rischio per la salute pubblica.
L’ispezione ha rivelato ulteriori irregolarità. All’interno di un frigorifero in disuso, i Carabinieri hanno trovato e sequestrato 29 confezioni di farmaci veterinari, in parte già utilizzate, detenute illegalmente senza alcuna prescrizione medica. Un ritrovamento allarmante, che solleva interrogativi sui trattamenti somministrati agli animali e sulla sicurezza delle carni potenzialmente destinate al consumo.
Al termine del controllo, i titolari dell’allevamento sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. L’intera struttura, insieme ai 21 capi di bestiame e ai farmaci illegali, è stata sottoposta a sequestro preventivo. L’intervento del NAS si inserisce in una costante attività di monitoraggio del settore zootecnico, finalizzata a reprimere gli illeciti e a garantire la sicurezza dei consumatori, a partire dal rispetto delle condizioni di vita degli animali. La posizione degli indagati, per i quali vige la presunzione di innocenza, è ora al vaglio della magistratura.



