Una giornata di indagini serrate, conclusa con una svolta che sposta il dramma tra le mura familiari. La Procura di Palermo ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Giuseppe Cangemi, 62 anni, il cognato di Stefano Gaglio, il magazziniere di 38 anni ucciso a colpi di pistola questa mattina in un agguato in piazza Principe di Camporeale. Il fermo, eseguito in serata dalla Squadra Mobile, è arrivato al termine di ore di interrogatori e accertamenti che hanno stretto il cerchio attorno al parente della vittima.
L’omicidio, avvenuto con la precisione di un’esecuzione alle 9:11 del mattino, aveva scosso l’intera città. Gaglio era stato freddato con diversi colpi di pistola proprio mentre arrivava al lavoro, davanti alla farmacia “Sacro Cuore”. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Maurizio Bonacorso, hanno avuto un’accelerazione decisiva grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che avrebbero fornito elementi inequivocabili per l’identificazione del presunto assassino.
Con il fermo di Cangemi, l’attenzione degli inquirenti si concentra ora sul movente, che sembra affondare le sue radici in dinamiche familiari complesse e tese. Sebbene sia ancora necessario il massimo riserbo investigativo, le prime ipotesi parlano di vecchi rancori e questioni economiche irrisolte tra i due cognati. Saranno i prossimi interrogatori e ulteriori accertamenti a dover chiarire cosa abbia potuto armare la mano del sessantaduenne e spingerlo a un gesto così estremo e premeditato.
La rapida risoluzione del caso, con l’individuazione del presunto responsabile in meno di dodici ore, chiude il capitolo della caccia all’uomo ma apre quello, ancora più doloroso, di una tragedia familiare. L’omicidio che ha terrorizzato un intero quartiere si rivela, con ogni probabilità, l’epilogo sanguinoso di un conflitto personale, consumatosi in una normale mattina di lavoro e di vita quotidiana.



