Il 1° febbraio del 1893 in un treno Termini Imerese-Palermo venne assassinato a coltellate Emanuele Notarbatolo.
Qual è stata la sua colpa?
Egli apparteneva a una famiglia aristocratica palermitana, era stato sindaco di Palermo dal 1873 al 1876 politicamente facente parte della Destra storica. Alla fine del mandato da Sindaco fu nominato direttore del Banco di Sicilia.
Da direttore trovò una situazione ambigua e di disastro come: impiego illegale di fondi del Banco per speculazioni finanziarie sensa certezza ma spericolate.
Il consiglio d’amministrazione del Banco era composto da persone che non avevano nessuna competenza finanziaria e bancaria. Le nomine erano solo per ragioni clientelari ed elettorali.
Tra questi consiglieri vi fu Raffaele Polizzolo, deputato della Sinistra storica, che lo fece addirittura rapire e poi rilasciare con un riscatto, scrive Salvatore Lupo, storico della mafia in “Notarbatolo di San Giovanni Emanuele”.
Lo stesso Lupo scrive che uno dei motivi dell’omicidio fu la paura del ritorno di Notarbatolo come direttore del Banco di Sicilia.
Tale omicidio segna l’inizio di quelli che saranno chiamati omicidi eccellenti contro uomini dello Stato che si sono anteposti al sistema mafioso.



