GIAMMORO (ME) — C’è un nome nel registro degli indagati per l’omicidio di Angelo Pirri, il 41enne originario di Barcellona Pozzo di Gotto ritrovato morto lo scorso 6 giugno ai margini dell’autostrada A20, nel territorio di Pace del Mela nel messinese. Si tratta del padre, Sebastiano Pirri, 63 anni, pensionato, anch’egli residente da anni a Barcellona. L’uomo è al momento l’unico indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del figlio.
Il corpo senza vita di Angelo era stato scoperto riverso con il volto a terra in una scarpata adiacente a una recinzione, non distante dalla corsia autostradale. La dinamica del ritrovamento e l’assenza di segni di una caduta accidentale avevano fin da subito orientato gli inquirenti verso l’ipotesi di un omicidio. Sul luogo era intervenuta la Scientifica per i rilievi, e da quel momento le indagini, coordinate dalla Procura di Barcellona, hanno seguito una pista ben precisa.
Secondo quanto trapela, le attenzioni degli investigatori si sono progressivamente concentrate sul padre della vittima, Sebastiano, difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Presti. Non è ancora chiaro quale sia il movente ipotizzato, ma il quadro indiziario ha portato all’iscrizione del 63enne nel registro degli indagati, anche se al momento non è stato emesso alcun provvedimento restrittivo nei suoi confronti.
Le indagini proseguono con massimo riserbo e si concentrano ora sulla ricostruzione delle ultime ore di vita di Angelo, i suoi contatti e gli eventuali dissidi familiari che potrebbero aver avuto un ruolo nell’evento. Gli inquirenti stanno vagliando tabulati telefonici, testimonianze e ogni elemento utile per chiarire il contesto in cui è maturata la tragedia.
La notizia ha scosso profondamente la comunità barcellonese, dove la famiglia Pirri è nota da tempo. In attesa degli sviluppi investigativi e delle risultanze medico-legali, resta l’amarezza per un dramma familiare che, se confermato, aggiungerebbe un ulteriore strato di dolore a una vicenda già tragica.



