La valigia sempre più piccola, il soggiorno sempre più breve e, spesso, il divano di un parente al posto di una stanza d’albergo. La fotografia delle vacanze estive 2025, scattata dall’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, è l’impietoso specchio di un’Italia che ha ancora voglia di sognare, ma che deve fare i conti con un portafoglio sempre più leggero. L’estate, un tempo rito collettivo e diritto quasi sacro, assomiglia sempre di più a un lusso per pochi.
Il primo dato è una linea netta che spacca il Paese in due: la maggioranza degli italiani, quasi il 57%, quest’anno non andrà affatto in vacanza. Per quella minoranza che riuscirà a partire (il 43,2%), l’esperienza sarà comunque molto diversa da quella del passato. La classica villeggiatura di due o tre settimane è un ricordo sbiadito. Il nuovo standard è la “vacanza ridotta”, una fuga dalla routine di appena 3-5 giorni, giusto il tempo di staccare la spina prima di rientrare.
Anche la destinazione parla di scelte obbligate. Oltre l’82% di chi parte resterà entro i confini nazionali. Ma non è solo una riscoperta del “Bel Paese”. È, più realisticamente, una necessità dettata dai costi proibitivi dei viaggi aerei. Secondo il monitoraggio di Federconsumatori, un volo europeo costa in media il 14% in più rispetto allo scorso anno. E anche per chi sceglie di restare in Italia, la situazione non è rosea: i voli nazionali hanno subito un rincaro medio del 13%, con picchi che penalizzano proprio la Sicilia. Un biglietto Milano-Palermo, per esempio, costa il 17% in più.
Ma l’indicatore più potente del cambiamento e delle difficoltà economiche è un altro: dove si dorme. La soluzione preferita dal 54% dei vacanzieri non è l’hotel, né l’appartamento in affitto, ma l’ospitalità di amici e parenti. Un modo per azzerare la spesa più consistente, quella dell’alloggio, e per potersi permettere comunque una piccola evasione.
Queste non sono solo statistiche. Sono il racconto di un potere d’acquisto che si erode, di un ceto medio che scivola verso il basso e di famiglie che, pur di non rinunciare del tutto a una pausa, si aggrappano a soluzioni di fortuna. L’estate 2025, più che di ombrelloni e spensieratezza, parla di sacrifici, calcolatrici e di un’Italia sempre più povera, dove anche il sogno di una breve vacanza diventa un’impresa.



