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Reading: Messina. Infermiera presi a calci e infilzata con una siringa
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Meridio Post > Blog > Fatti > Messina. Infermiera presi a calci e infilzata con una siringa
Fatti

Messina. Infermiera presi a calci e infilzata con una siringa

Carlo Lombardo
Last updated: Marzo 22, 2025 10:31 am
Carlo Lombardo - Carlo Lombardo
Published Marzo 22, 2025
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Messina – L’Ospedale Papardo di Messina torna al centro delle cronache, purtroppo non per meriti sanitari, ma per l’ennesimo, sconcertante episodio di violenza ai danni del personale del pronto soccorso. Un’infermiera, nella giornata di ieri, 21 marzo 2025, è stata brutalmente aggredita da una paziente psichiatrica: calci all’addome e, cosa ancora più grave, una ferita inferta con la stessa siringa utilizzata per la somministrazione della terapia. Un gesto folle, che riaccende con forza il dibattito sulla sicurezza degli operatori sanitari e sulla gestione, a dir poco problematica, dei pazienti con disturbi mentali nel capoluogo peloritano.

La Uil-Fpl di Messina, per voce del segretario generale Livio Andronico, non usa mezzi termini: “Questo ennesimo episodio di violenza era, purtroppo, prevedibile. Da tempo denunciamo una situazione insostenibile al pronto soccorso del Papardo, diventato l’unico punto di riferimento per i pazienti psichiatrici di tutta la città, a causa della mancata accettazione da parte delle altre strutture sanitarie.” Un sovraccarico di lavoro e di responsabilità che, inevitabilmente, aumenta il rischio di incidenti e aggressioni.

L’Indifferenza delle Istituzioni: Appelli Caduti nel Vuoto

Ciò che rende la situazione ancora più grave è, secondo il sindacato, l’indifferenza delle istituzioni. “Abbiamo inviato ripetute denunce alle massime autorità cittadine, abbiamo chiesto un’audizione urgente alla VI Commissione Sanità regionale,” tuona Andronico, “ma ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Il silenzio delle istituzioni è assordante e inaccettabile.”

Le richieste della Uil-Fpl sono chiare e precise. In primo luogo, misure immediate per garantire la sicurezza del personale: “Servono più guardie giurate, non possiamo lasciare i nostri infermieri, medici, operatori socio-sanitari e ausiliari in balia di situazioni di questo tipo,” afferma Andronico. “Chiediamo l’attivazione immediata di un tavolo di confronto per trovare soluzioni concrete e condivise.”

Ma la Uil-Fpl guarda oltre l’emergenza immediata, puntando il dito contro un sistema che mostra evidenti falle: “È indispensabile una revisione completa dell’attuale modello della Rete territoriale psichiatrica,” dichiara il segretario generale. “Non è pensabile che un solo pronto soccorso debba farsi carico di tutti i pazienti psichiatrici della città. Serve una riorganizzazione complessiva, che garantisca cure adeguate ai pazienti e sicurezza agli operatori sanitari.”

L’aggressione all’infermiera del Papardo è solo la punta dell’iceberg di un problema ben più ampio e radicato, che riguarda la gestione della salute mentale a Messina e, più in generale, in Sicilia. Un problema che non può più essere ignorato e che richiede interventi urgenti e strutturali, per evitare che il pronto soccorso dell’ospedale Papardo si trasformi definitivamente in un campo di battaglia, dove a farne le spese sono sia i pazienti che gli operatori sanitari, eroi silenziosi che, troppo spesso, vengono lasciati soli ad affrontare situazioni di estrema difficoltà. La Uil Fpl non intende arretrare. La vicenda pone anche una riflessione.

TAGGED:aggressioneassessore regionale SaluteCrisiinfermieraLivio AndronicoMessinaospedale Papardopaziente psichiatricapronto soccorsorete psichiatricaSanitàsicurezzaUil-Fplviolenza
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