Settant’anni fa, in questa stessa città, un’Europa ferita e sull’orlo del fallimento trovò la forza di ripartire. Oggi, Messina torna a essere il centro del dibattito sul futuro del continente, ospitando a Palazzo Zanca le celebrazioni per l’anniversario della Conferenza che nel 1955 gettò le basi per la nascita dell’Unione Europea. Un evento non solo commemorativo, ma un appello, lanciato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a “ripartire da Messina per costruire un’Europa più forte, più coesa e più innovativa”.
Alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani e dei rappresentanti dei Paesi fondatori e dell’attuale presidenza dell’UE, il governatore ha rievocato il ruolo cruciale che la città dello Stretto ebbe in quel momento storico. La scelta di Messina non fu casuale. Fu una mossa politica voluta dall’allora ministro degli Esteri, il messinese Gaetano Martino, per puntare i riflettori su un’area allora marginale e sottolineare la vocazione mediterranea come valore aggiunto del progetto europeo.
“Senza la svolta politica ed istituzionale impressa dalla Conferenza di Messina non si sarebbe mai giunti, in pochi mesi, alla sottoscrizione dei Trattati di Roma”, ha ricordato Schifani nel suo intervento. Il “metodo Messina” fu vincente: di fronte alle difficoltà, si scelse non una pomposa conferenza intergovernativa, ma un agile comitato di esperti guidato dal ministro belga Spaak, che ebbe il compito di elaborare i trattati per il mercato comune e lo sviluppo pacifico dell’energia atomica.
Oggi come allora, la Sicilia si propone come protagonista. “Le radici dell’Europa affondano nella storia e nella cultura della Sicilia”, ha affermato Schifani, descrivendo l’isola come “cerniera tra nord e sud del Mediterraneo” e “prua d’Europa proiettata verso l’Africa”. Una terra capace di accogliere e fondere civiltà diverse, il cui ruolo è oggi più che mai strategico.
Le sfide attuali, dalla difesa comune alla cooperazione economica, sono diverse ma non meno complesse di quelle di settant’anni fa. Citando Jean Monnet, Schifani ha ricordato che “l’Europa si farà nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni che si daranno a queste crisi”. Programmi come il NextGenerationEU sono le risposte moderne a queste sfide.
Le celebrazioni, inserite nel festival Taobuk, non sono dunque solo un omaggio a Gaetano Martino e ai padri fondatori. Sono un potente richiamo all’attualità: un invito a ritrovare lo spirito di quel giugno del 1955, per imprimere una nuova, fondamentale svolta al cammino della casa comune europea, ripartendo proprio da Messina, la sua culla mediterranea.



