MESSINA – Un’escalation di violenza domestica, un inferno quotidiano consumato tra le mura di casa e culminato con un’aggressione che ha fatto scattare l’allarme rosso. Un uomo di 31 anni, originario del casertano ma residente a Messina, è stato raggiunto da una misura cautelare severa: non potrà più avvicinarsi alla convivente, una donna al settimo mese di gravidanza che ha trovato la forza di denunciare mesi di maltrattamenti. La decisione, emessa dalla Gip Monia De Francesco, arriva dopo l’ultimo, violento episodio che ha reso necessario l’intervento dei Carabinieri.
Il campanello d’allarme è suonato definitivamente lunedì scorso, quando una segnalazione per un litigio furibondo ha portato una pattuglia dei Carabinieri in un’abitazione nella zona nord della città. I militari si sono trovati davanti una scena inequivocabile: il vetro di una porta-finestra in frantumi e, soprattutto, i segni della violenza sul corpo della donna. Ferita e sotto shock, la vittima è stata immediatamente soccorsa. La sua gravidanza avanzata ha imposto il trasporto d’urgenza al pronto soccorso, dove i medici le hanno medicato ferite al piede e al labbro, giudicate guaribili in dieci giorni.
Una volta dimessa e messa in sicurezza, la donna ha aperto il suo cuore agli inquirenti, squarciando il velo su una convivenza da incubo. Ha raccontato che la relazione, iniziata a gennaio 2025, si era rapidamente trasformata in un calvario costellato di aggressioni fisiche, insulti costanti e litigi che sfociavano sistematicamente nella violenza. Quello di lunedì, scoppiato all’alba, era solo l’ultimo di una lunga serie.
La vittima ha rivelato che già in altre occasioni, in particolare nei mesi di aprile e luglio, le forze dell’ordine erano dovute intervenire per sedare l’ira del compagno. In un caso, la situazione era diventata talmente insostenibile da rendere necessario il suo trasferimento in una struttura protetta, un rifugio sicuro che lei aveva però deciso di lasciare, nel tentativo, purtroppo vano, di ricostruire la relazione.
Arrestato in flagranza, il 31enne, difeso dall’avvocato Carmelo Mobilia, è comparso davanti alla Gip. La Procura aveva chiesto per lui la custodia cautelare in carcere, ritenendo alto il rischio di reiterazione del reato. In sede di convalida, l’uomo ha fornito la sua versione, negando in parte le accuse e ridimensionando altri episodi, giustificandoli come conseguenze di un periodo di forte stress legato a problemi economici. Ha parlato di una nuova offerta di lavoro come possibile via d’uscita dalla crisi personale. La giudice, pur non disponendo il carcere, ha però accolto la necessità di proteggere la donna, emettendo un’ordinanza di divieto di avvicinamento alla casa e a tutti i luoghi da lei frequentati. Un provvedimento che crea un muro invalicabile tra la vittima e il suo presunto aguzzino, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.



