PALERMO – Un passo significativo verso il riconoscimento ufficiale della lingua siciliana è stato compiuto ieri, 16 maggio 2025, con la presentazione all’Assemblea Regionale Siciliana (Ars) di un Disegno di Legge Voto. L’iniziativa, promossa congiuntamente dai deputati regionali On. Giuseppe Lombardo, On. Giovanni Di Mauro, On. Giuseppe Carta e On. Giuseppe Balsamo del gruppo parlamentare “Popolari e Autonomisti – MPA”, mira a ottenere dallo Stato italiano l’inserimento del siciliano tra le minoranze linguistiche tutelate dalla legge nazionale 482/1999.
La proposta legislativa giunge all’attenzione dell’Ars su impulso del movimento Trinacria e dell’associazione Cademia Siciliana. Queste realtà hanno giocato un ruolo chiave nel riportare al centro del dibattito pubblico e politico la necessità di tutelare e valorizzare la lingua madre dell’Isola, anche attraverso una partecipata manifestazione lo scorso 30 marzo e una conferenza internazionale il giorno successivo, eventi che hanno acceso i riflettori sull’importanza di tale riconoscimento.
Anthony Graziano, portavoce del movimento Trinacria, ha sottolineato l’importanza del momento: “Oggi si compie un passo importante per la nostra lingua, per chiedere che il siciliano venga riconosciuto nella sua dignità e valore. La nostra lingua è un patrimonio che non possiamo permettere di vedere scomparire. Chiediamo a gran voce che venga inserita nel quadro giuridico come lingua ufficiale accanto all’italiano, per garantirne la sopravvivenza e la trasmissione alle future generazioni. La lingua siciliana è l’essenza della nostra cultura, della nostra storia, della nostra identità. Siamo determinati a fare in modo che venga tutelata e valorizzata come merita”.
Il Disegno di Legge di iniziativa parlamentare si prefigge di ottenere dalla Repubblica Italiana, in attuazione dell’articolo 6 della Costituzione che tutela le minoranze linguistiche, il pieno riconoscimento della lingua siciliana quale idioma identitario della Sicilia. L’obiettivo è l’inserimento formale del siciliano nell’elenco delle minoranze linguistiche storiche tutelate dalla Legge quadro numero 482 del 15 dicembre 1999 (“Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”), e successive modifiche, affinché possano trovare concreta applicazione le misure di tutela previste dall’articolo 2 della stessa legge.
Paul Joseph Rausch, co-fondatore di Cademia Siciliana, ha aggiunto una visione prospettica e intergenerazionale: “Questo non è un traguardo, ma solo l’inizio di un percorso intergenerazionale per garantire che le future generazioni di Siciliani abbiano la stessa opportunità che abbiamo avuto noi di diventare bilingui, fornendo loro gli strumenti e l’esposizione necessari per far nascere una nuova generazione di parlanti nativi di siciliano. Nonostante la nostra ampia autonomia ci consenta di attuare molte di queste proposte a livello regionale, auspichiamo una rapida approvazione a Roma, così da poterci unire ai nostri partner in Sardegna e nel Friuli-Venezia Giulia e intraprendere finalmente quel cammino che loro hanno aperto nel 1999”.
L’iniziativa si colloca in continuità con sforzi precedenti a livello regionale, come sottolineato da Salvatore Lentini, già promotore e primo firmatario della legge regionale 9/2011 (“Norme sulla promozione, valorizzazione e insegnamento del patrimonio linguistico e della letteratura siciliana nelle scuole”): “Si dà seguito alla Legge regionale 9/2011. Ieri è stata depositata dai deputati dell’MPA la proposta di legge voto per il riconoscimento della lingua siciliana. Ultimo atto per dare la giusta riconoscenza alla lingua siciliana autoctona. Ci auguriamo che il parlamento nazionale, dopo il voto del parlamento regionale, accolga la proposta”.
Questo slancio istituzionale e politico sta trovando eco e supporto anche a livello locale. Numerosi consigli comunali siciliani stanno infatti deliberando su un manifesto di intenti e impegni per il riconoscimento del siciliano. Tra i comuni che, al momento, hanno già sottoscritto e approvato il manifesto figurano: Alimena, Blufi, Bompensiere, Cassaro, Cinisi, Collesano, Licata, Montedoro, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Mussomeli, Petralia Soprana, San Biagio Platani, San Cataldo, San Cipirello, Santa Cristina Gela e Serradifalco, a testimonianza di un sentimento diffuso e di una richiesta che parte dal territorio.
Il Disegno di Legge seguirà ora il suo iter all’interno delle commissioni e dell’aula dell’Assemblea Regionale Siciliana. Se approvato, rappresenterà la formale e autorevole richiesta del parlamento siciliano al parlamento nazionale di legiferare in materia, aprendo potenzialmente una nuova e decisiva fase per la valorizzazione, la tutela e la promozione attiva della lingua siciliana.



